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Sunday, August 15, 2004 - ore 13:20
Paragosto (was: It's on Amerika's tortured brow that Mickey Mouse has grown up a cow)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non ricordo un 15 agosto potabile negli ultimi anni che non sia quello del 1997 a Corfù. Per un vecchio come me gli ultimi anni son anche 7 anni fa, l'altro ieri è anche 20 giorni fa e non ci sono più le mezze stagioni. Obiettivamente nella giornata di Ferragosto è tutto chiuso, le piscine sono intasate di bambini che urlano, suonerie antiuomo, per arrivare al mare o a Cesuna devi prendere il numerino e generalmente sei alterato dal giorno prima ("tanto domani è Ferragosto") al punto da svegliarti ad un orario improponibile per fare una qualsiasi cosa.
Questa domenica così lunatica Ogni anno regolarmente è periodo di casa libera (anche quando vivevo da solo: a casa dei miei non c'erano i miei e a casa mia non c'ero io), così sale la domanda "che combino oggi?". Ripenso a quel simpatico quartiere che è Pontevigodarzere che mi ha visto crescere, con i ritrovi sulle scalinate del "patronaccio" con tutta l'allegra (miga maxxa) brigata. E tra i coetanei della nonna Svampa c'erano i miei compagni di merenda di allora, Damiano e Paolo, più "special guests" Pippo e Paolino, i "grandi". Una vita passata a concerti, bibite, improbabili trasferte in montagna e casino adolescenziale. Paolo, credo sia ancora al Gramigna, l'ultima volta parlava con l'Ambra "Braulio", è forse l'amico che conosco da più tempo, anche se son due anni che non lo incrocio nemmeno per strada. Io avevo 5 anni e lui 4 quando si "tentava" di giocare a rugby ad Altichiero, io apertura, Paolo boh. I ricordi svaniscono con le loro scatole a forma di neuroni. E poi sempre in classe a fianco, in quelle scuole, Zanella elementare e Copernico media, che nemmeno esistono più. Ricordo che Paolo a 16 anni andava con la morosa dell'epoca a negozi di mobili ed agenzie immobiliari. Quel 15/8/1996 tanto per cambiare ero a casa da solo e "stranamente" incasinato per questioni femminili. Erano le 11 e stavo consumando la colazione dei campioni, ascoltando un cd degli Ash (lo straordinario "1977")che mi ero comprato in Germania e non so ben per che motivo quello orrendo dei Fool's Garden del quale, in un raptus di follia, avevo anche preso il cartonato promozionale da Discolandia. Buttato via dopo un mese, eccezionale, raramente butto un cd. Suona il mio cellulare anteguerra "vieni a Reschigliano nei campi miei che si mangia". Quel giorno Paolo, il fratello Sandrino ed i suoi mi hanno fatto sentire più che a casa. E il litro e mezzo di vino rosso che mi sono scolato mi ha fatto sentire ancora di più a mio agio. Mi sembrava di essere stato adottato per un giorno.
Face chiu male l'ignorante ca parla senza sapere, a sutta lu potente ca futte i sordi facendo proibire E dall'atmosfera bucolica alla serata di fuochi in Prato con successivo Jack Daniel's party in divano da me fino alle 8 del mattino il passo fu brevissimo, giusto un giro al prestigioso "Peoceto". E la buonanotte me la davo da solo, la buona mattina, forse, nessuna ninna nanna, nessun soldo in tasca eppure nessun pensiero. Domani mi perdo i Modena e pure Rimini ma martedì si parte per la Toscana, sembra. Mi rendo conto che di questo racconto non fregherà un cazzo a nessuno, ma Bufalino stesso dice che si scrive per se stessi e per popolare il deserto.
Y saco un papelillo, me preparo un cigarrillo, y una china pal canuto de hachís ¡HACHÍS! Sticazzi
NINNANANNA - MCR
Camminavo vicino alle rive del fiume
nella brezza fresca
degli ultimi giorni d'inverno
e nell'aria andava una vecchia canzone
e la marea danzava correndo verso il mare.
A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero.
Chissa dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone.
Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti più vicina.
Un giorno, guidati da stelle sicure
ci ritroveremo
in qualche angolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate.
E prego qualche Dio dei viaggiatori
che tu abbia due soldi in tasca
da spendere stasera
e qualcuno nel letto
per scaldare via l'inverno
e un angelo bianco
seduto alla finestra.
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