
misia, 28 anni
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Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.
ORA VORREI TANTO...
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Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:
OGGI IL MIO UMORE E'...
non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...
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Wednesday, May 12, 2010 - ore 16:47
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un padre alla figlia:
"Tanto per cambiare, pensiamo a un vero e proprio pasticcio concreto, per vedere se serve. Ti ricordi la partita di croquet in ‘Alice nel paese delle meraviglie?’
Figlia: Sì… coi fenicotteri?
[...]
P. Sì, stavamo parlando dei fenicotteri. Il fatto è che l’uomo che scrisse ‘Alice’ pensava alle stesse cose cui pensiamo noi. E si divertì con la piccola Alice immaginando una partita a croquet che fosse tutto un pasticcio, un assoluto pasticcio. Così stabilì che si dovessero usare fenicotteri invece di mazze, perché i fenicotteri potevano piegare il collo e così il giocatore non avrebbe saputo se la sua mazza avrebbe colpito la palla né come.
F. D’altra parte la palla poteva andarsene per conto suo, perché era un porcospino.
P. Certo. Così ogni cosa è talmente ingarbugliata che nessuno ha la minima idea di ciò che può accadere.
F. E poi anche gli archi se ne andavano in giro, perché erano soldati.
P. Certo… ogni cosa poteva muoversi e nessuno poteva dire come si sarebbe mossa.
F. Per far questo pasticcio assoluto era necessario che ogni cosa fosse ‘viva’?”

Sono a casa adolescente da due giorni ammalata con la febbre.
Chiusa in questo scrigno, ogni tanto ho fatto capolino fuori dal balcone a respirare catrame e dire agli operai che stanno asfaltando il pezzo di strada sotto camera mia che no, non è mia quella macchina, che se fosse mia mica starei dove sono, niente sarebbe così com’è... l’operaio arancione dopo un quarto d’ora mi dice che non ha senito nulla, cosicché ritorno nel mio acquario.
In questi giorni ho riscoperto cosa significa ammalarsi a maggio, sperimentato l’actifed, il decongestionante che mi fa dormire meglio del valium, e riposato sull’imperfetto, un tempo verbale che credevo aver perso e che alle medie aveva salvato tutti i miei temi, non usare mai il passato remoto, usa l’imperfetto!
- Seguendo un approccio di linguistica testuale, si può formulare la differenza tra imperfetto e e le forme di perfetto come il passato prossimo considerando quest’ultimo come la forma che indica le azioni da mettere in primo piano, mentre l’imperfetto indica lo sfondo di una narrazione;
- Per quanto riguarda la differenza tra passato prossimo e passato remoto, questa è basata su criteri di rilevanza rispetto al presente. Psicologicamente, l’avvenimento può essere considerato come vicino (sicché si userà il passato prossimo) o lontano (allora sarà preferito il passato remoto).
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