Se continua così, questanno, per il mio genetliaco, io, lUomo e gli amici probabilmente andremo a bere un aperitivo sullArarat (cercando poi di non perdere lultimo autobus per tornarcene alla Sacra)!
.jpg)
Fatta questa considerazione, passiamo ora ad alcune
riflessioni sparse, che mi sono balenate per la testa negli ultimi giorni, decisamente pieni di avvenimenti ed impegni... E come se mi fossi tolta un enorme peso dallanimo: mi ritrovo a vivere con
serenità nel
presente e nel
contingente come mai prima mi era capitato. Voglia di
primavera da mettersi addosso: mi coloro unghie e palpebre di
fucsia e di
turchese. Ho tantissima voglia di
scrivere, però alla vecchia maniera, su carta, con penna e calamaio: è tempo di recuperare il mio
Moleskine.

Sento il bisogno di un
viaggio,
solvitur ambulando, e mi ritorna alla mente un pensiero di
Pascal...
La nostra natura consiste nel movimento. La quiete assoluta è morte... Ultimamente, porto spesso piccoli
vezzi, scoprendo in me un lato frivolo quasi da
cocotte: piume e velette, raso e velluto...

Cè bisogno di ritagliare del tempo esclusivamente
per me e lUomo: escludere il resto del mondo, per apprezzarci completamente a vicenda... Mi accorgo di
portare la mia età con una certa levità: che questo sia un bene od un male? Ieri sera ho dipinto le
unghie di
rosso, stamane ho preparato la borsa: da oggi pomeriggio di nuovo a
Padova...
tutto come sempre, tutto in assoluto così nuovo!