STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Thursday, June 17, 2010 - ore 14:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ammetto che in questi giorni mi sono data alla biblioteca di ingegneria meccanica con molto molto piacere.
Gli ingegneri sono tutta unaltra cosa.
Anzitutto tutto ciò che li riguarda deve essere complicato a priori. Prendiamo gli attaccapanni per esempio. A psicologia sono delle stecche di legno su cui spuntano gli appendini per appenderci gli indumenti. A ingegneria sono degli affari in plastica a scomparsa tali per cui a parità di spazio gli ingegneri sistemano 4 cappotti, gli psicologi 10.
Poi fa riflettere che in biblioteca di psicologia ogni due postazioni ci siano due prese che spuntano. A ingegneria per ogni posto ce ne sono tre, sempre a scomparsa, e create apposta nel modo più complicato possibile.
Infine quando sono andata a prendere il caffè alla macchinetta mi sono decisamente e definitivamente convinta del fatto che iscriversi a ingegneria cambia per sempre i connotati di una persona. Sui numeri di scelta delle varie bevande erano state aggiunte formule, radici quadrate, pi grechi, etc.
Pur tuttavia a ingegneria meccanica i bagni delle femmine sono lindi e immacolati e non cè mai coda. Inoltre ogni volta che starnutisco cè almeno un ingegnere che mi dice "salute" e non cè volta che non attraversi una porta che qualche diligente studente mi tiene aperta cedendomi il passo.
Ho ripudiato la mia biblioteca, lo ritenevo impossibile e invece lho fatto.
[Per la cronaca gli ingegneri non fanno mai la pipì. Almeno non quelli che studiano con me.]
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