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Vitto, 5 anni
spritzina di Paperopoli, ma periferia.
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Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI,

VENTI SIGARETTE A NASSIRYA

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ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club.
e scusate se è poco.

STO ASCOLTANDO

PIXIES, DE ANDRE’

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

La felpa del Torelli Sudati Rugby Club

ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

OGGI IL MIO UMORE E'...

non so dove sia.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Wednesday, June 23, 2010 - ore 11:14


La cena dei cretini/Il tavolo dei bimbi/Fuga per la vittoria.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I BIG BOSS mi invitano a cena.
Il BIG BOSS di tutti i BIG BOSS, in persona, mi invita, mi dice che farei bene ad andare, alla cena di Dipartimento.
Io già intravedo all’orizzonte un’atroce frantumazione di testicoli, ma di fronte ad un preciso invito del BIG BOSS, non posso tirarmi indietro, e scrivo il mio nome nella lista.

Mi presento in quel di Faedo in orario, per le sette e mezza, e trovo le poche conoscenze rimastemi in dipartimento...gente giovane (in due fanno meno di cento anni, quindi sono GIOVANI). Parliamo del più e del meno, ma non appartenendo io al Dipartimento di Padova, non partecipo dei loro cazzi. Non so nulla delle loro beghe...non so niente delle loro reciproche antipatie, dei giochi di potere...delle richerche che stan segendo mi frega quanto del giuoco del calcio. Assai poco.

All’arrivo dei BIG BOSS, dei professori ordinari, improvvisamente il gregge di ricercatori, dottorandi, assegnisti, associati si divide in gruppetti, ognuno in adorazione del suo BIG BOSS.
Il mio BIG BOSS, il BIG BOSS dei BIG BOSS, mi saluta, fintamente contento di vedermi, e poi sparisce, preso in discussioni e giochetti di parole.

Ci si siede ai tavoli. In una sala dell’agriturismo, il Dipartimento di Storia dell’Università di Padova ha prenotato una sala intera, nel seminterrato. Scendo delle scale per entrare, e vedo sulla sinistra e sulla destra tavoli da sei.

E qui faccio un fondamentale errore. Nel momento clou della serata, quello in cui si definiscono i tavoli, mi perdo a parlare con l’unico BIG BOSS di cui mi interessi qualcosa. Un minuto scarso, nulla più, ma quanto basta per perdere il momento.
Provo a sedermi al tavolo del giovane amico ricercatore...ma niente.
Provo al tavolo della GIOVANE amica ricercatrice...Niente.
Provo al tavolo dei DOTTORANDI SFIGATI MA IN TIRO...Niente, cioè...tre posti liberi ci sarebbero, ma son per altri dottorandi he non si sa mai...potrebbero in un lontano futuro arrivare...e poi, chi cazzo sarei io, che nessuno mi vede mai?

Allora comprendo che le mie scelte si sono ridotte a due sole: o chiedere asilo ai BIG BOSS, nel loro spropositato tavolo da venti, riempito solo a metà, ed essere ignorato per il resto della serata, col costante imbarazzo di non dover dire nulla e dover annuire sorridendo simpaticamente ad ogni loro puttanata...o IL TAVOLO DEI BIMBI.
Sì, perchè al tavolo dei figli dei docenti, là dove siedono anche le tre anziane sorelle zitelle della segretaria del dipartimento, un posto ci sarebbe.

In quel momento, sfilo il cellulare di tasca, lo porto all’orecchio, fingo espressione sorpresa e preoccupata, infilo d’un balzo le scale, esco dal locale, punto diritto alla moto, e in una splendida serata di giugno riacquisto la libertà, in sella alla Vilma, scendendo allegro lungo la dorsale euganea.

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