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Friday, June 25, 2010 - ore 14:24
Non è un paese per giovani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non m’interesso di calcio. Ho guardato ieri la partita e ho visto solo la perfetta assonanza della disfatta sul campo verde con il nostro paese, il quadro circense dei "vecchi" e dei signori attaccati alle poltrone dei loro giochetti magici in cui non compaiono conigli da prestigiosi cilindri, ma solo mirabilanti privilegi personali.

"Egregio Presidente della Figc Giancarlo Abete,
non torno sull’analisi della disfatta azzurra più grave della storia della nazionale. Se è assodato che quanto avvenuto in Sudafrica è peggio della Corea 1966 - il che è tutto dire - vorrei sapere semplicemente quali saranno le conseguenze di quanto avvenuto. Perché non mi è chiaro. Il commissario tecnico Marcello Lippi infatti non ha nemmeno bisogno di dimettersi perché tanto è arrivato al Mondiale alla scadenza del mandato, tanto che lei ha già messo ufficialmente sotto contratto il suo successore Cesare Prandelli addirittura prima della partenza per il Sudafrica. Buona parte dei giocatori che hanno contribuito a questa disfatta non devono nemmeno dire addio alla nazionale per sopraggiunti limiti di età. Insomma in un paese che si rispetti al termine di storie del genere c’è sempre qualcuno che deve rassegnare le dimissioni. E credo fortemente che questo sia sua preciso dovere, quale responsabile della più disastrosa spedizione azzurra della storia.
Ho saputo che lei stamani terrà una conferenza stampa prima di tornare in Italia, e non essendo in Sudafrica non ho possibilità di alzare il dito e di parlarle di persona. Cerco pertanto di spiegarmi via Repubblica.it.
A evitare una situazione tipo quella di ieri in cui il commissario tecnico Marcello Lippi ha cominciato dicendo "Mi assumo tutte le responsabilità", così da evitare le due o tremila domande che davvero, e non solo formalmente, lo inchiodassero alle sue responsabilità - ricordo sempre l’arrogante e maleducato "Io non debbo spiegazioni a nessuno" - vorrei almeno fare una mozione di servizio. Lei secondo me deve cominciare così: "Mi assumo tutte le responsabilità di Sudafrica 2010 (che da oggi, nell’immaginario collettivo a simulare il senso di una disfatta, prenderà il posto di Corea 1966 ndr) e pertanto ho deciso di rassegnare le dimissioni quale presidente della Federcalcio".
Dopo, stia tranquillo, parliamo di tutto il resto.
Cordiali saluti,
Fabrizio Bocca
PS: Come volevasi dimostrare. Ecco la prima agenzia sul tema proveniente dal Sudafrica alle 11,42.
Calcio/mondiali: abete, non mi pongo problema dimissioni =
(Asca) - roma, 25 giu - giancarlo abete non si dimetterà dalla carica di presidente della federcalcio.
"Quello delle mie dimissioni è problema che non si pone perchè l’individuazione del commissario tecnico è una scelta legittima del presidente federale".
"Non sono una persona attaccata alla poltrona - ha puntualizzato abete -. Ma, fermo restando il rispetto per il coni e per le istituzioni, io rispondo in primis alla mia coscienza, che è il mio punto di riferimento. Il problema principale adesso è far ripartire il sistema calcio".
E Vittorio Zucconi.
"Un giornalista cinese seduto accanto a me, sciaguratamente per lui tifoso nostro, picchiava pugni e parolacce incomprensibili a ogni strafalcione azzurro, prima di inseguirmi a chiedermi per il suo registratore digitale "Why? Why?" Perché lItalia si vuole male e si vuol far male, amico mio, noi siamo spesso i peggiori nemici di noi stessi. E ora chiudete gli occhi, se siete giovani, e cercate di imprimervi nella memoria la Nazionale più ignobile della storia del pallone che vi ha regalato questa Super Corea.
Volevano farsi un nome, i ragazzi dellAnonima Pallone, spezzare il cerchio della solitudine che li circondava dallo sbarco nel mezzo del nulla dove erano in ritorno. Ci sono riusciti magnificamente. Portami via dal Sudafrica, mamma, voglio uscire. "
Da Repubblica
(25 giugno 2010)
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