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Sunday, July 11, 2010 - ore 18:38 ORGOGLIO MASAI E BELLEZZA Se una domenica pomeriggio incandescente non sai cosa fare, mettiti a guardare la Tv. Magari MTV, dove puoi sicuramente trovare dei programmi in cui la specie umana appare come profeta di una sequela di cazzate, in cui le persone rincoglionite si ravvedono in 7 giorni confrontandosi con culture diverse. Si davvero, MTV è la redenzione del presente, la redenzione dall’inutilità e dall’Emo dei giovani sbandati senza principi e che non capiscono cos’è il sacrificio… Giovani che hanno tutto e non sanno da dove viene la loro fortuna. Giovani figli di gente della mia età che non ha idea di dove sta andando e da dove viene. Adolescenti figli di giovani. Una tragedia. Per fortuna, so per certo, che il mondo reale non è MTV ma sono fortemente preoccupata. Redatto il verbale dell’opinione dell’uomo della strada si può passare oltre e prendere solo a spunto i suddetti programmi inutili e assolutamente privi di ogni interesse. La giovane americana viene esiliata dal ricco padre tra i Masai, affinchè impari il sacrificio in 7 giorni… Ricordo, quando ero bambina, i libri di mamma e papà che ritraevano i guerrieri Masai in abiti da cerimonia. Ricordo il fascino che subivo, che costringevo mamma a leggermi le didascalie e i testi che spiegavano chi erano i Masai e che cosa facevano. Ricordo di donne bellissime e altissime che con orgoglio governavano casa e villaggio mentre gli uomini erano a caccia nella savana. Sciocchezze poco calzanti con la realtà ma è rimasto nella mente di quella bimba il mito dell’orgoglio, dello spirito guerriero e dell’altezza. Oggi, nel 2010, i Masai, si sa, non sono questo eppure vorrei tanto raggiungere il Kenya e perdermi nel bush a pascolare le vacche, a camminare 20 km al giorno per andare a prendere l’acqua, vorrei tanto assistere ai balli e ai riti d’iniziazione e vorrei tanto riuscire a rispettare le decisioni degli anziani con l’orgoglio di appartenere ad un ordine precostituito e preciso, perfetto nella tradizione indiscussa. La tolleranza e un altro orgoglio però, credo, potrebbero impedire il rispetto di regole precostituite. La tolleranza non permette di giudicare con fermezza se qualcosa è giusto o sbagliato e lascia sempre quel minimo dubbio che impedisce di essere sempre e comunque sereni nelle decisioni. Un po’ quello che si diceva a proposito del visconte dimezzato: se lo sguardo è a tuttotondo non si può essere sicuri che la scelta sia corretta, se si vede parzialmente, è tutto più semplice e chiaro. L’orgoglio poi, è un limite come lo cantava Vasco ma forse, come in tutte le cose umane che tendono all’equilibrio, serve a mitigare i dubbi creati dall’empatia col resto del mondo in fase decisionale. (caspio! Eminem è sempre meglio!) Siamo in grado di scegliere per noi stessi ascoltando solo la nostra propria coscienza? Gli studi del cugino famoso servono a questo e ci sono pochi dubbi sul fatto che il libero arbitrio non esista. Concordo. La bellezza del mio mito Masai era proprio questa: l’orgoglio di scegliere e continuare la propria esistenza mantenendosi fedeli solo a se stessi. Ribadisco mito tutto personale ma radicalmente motivazionale. L’impressione che sia tendenza comune, anche se incosciente, rispettare regole dettate “dalla tata Lucia” è forte e comprensibile. Per chiunque c’è la tentazione di avere sicurezza e non sentire la necessità di mettersi in discussione . C’ho provato anch’io ma non ci riesco. Ritorna il concetto di bellezza di vivere contro corrente. Riusciamo davvero scontrarci quotidianamente contro un muro di gomma in cui le cose sono state decise e stabilite da un’entità superiore? In cui la discussione non porta a nessun cambiamento? Come dice un vecchio adagio se si scambiano idee, le idee si moltiplicano ma vogliamo moltiplicare le nostre idee? Serve coraggio per accettare altri punti di vista, per ridimensionare le nostre idee, per mettere in discussione l’ordine precostituito che abbiamo messo su in anni di pregiudizi e voglia di piacere a tutti. Esiste la possibilità di capire chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. Non serve doversi spiegare eppure è estremamente difficile intraprendere questa strada. E’ la bellezza del coraggio. Non è il fascino esotico del nuovo è la consapevolezza della propria dimensione, è il risultato dopo le lacrime e il sangue, è un gran bel pezzo blues. E’ la bellezza di non discutere con chi non ha sviluppato la capacità di opporre argomentazioni inerenti al concetto del discorso. E’ la capacità di non infilarsi in situazioni avvilenti e svilenti. E’ il piacere di leggere le parole non dette, di fare quel piccolo sforzo per capire cosa vuole dire davvero chi ci è davanti. E’ la bellezza che traspare fuori ma nasce e cresce dentro per tutta la vita, contro ogni ruga e ogni piega dell’età. E’ questa la bellezza che cerco e che credo di avere. E’ questo il mio orgoglio. L’avevo perso e l’ho ritrovato mentre cestinavo il mio passato. Magari non sono stata così chiara come vorrei ma sicuramente sono una guerriera Masai LEGGI I COMMENTI (7) PERMALINK |
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