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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Thursday, July 15, 2010 - ore 18:07
MONDI DI CARTA
(categoria: " Riflessioni ")
In questa società la cultura non paga, ma io ho passato, senza rimpianti e con entusiasmo, gran parte della mia vita in mondi fatti di carta. E ne è stata forse la parte migliore. Ore e ore, di giorno come a notte inoltrata, fino all’alba, sempre e dovunque, a casa, in treno, sul tram o per strada, distesa su un prato od in riva al mare. Nei libri, nei migliaia di libri che ho letto, ho trovato conforto, pace, risposte e sprone, quando tutto quello che mi circondava mi sembrava non avere senso e mi appariva ammantato da una cappa di tristezza e disillusione. I libri mi hanno ispirato e grazie ai libri ho trovato me stessa: ho compreso come vorrei essere e sono diventata quel che sono.
Ho vissuto per molto tempo in un mondo di cellulosa e d’inchiostro, diventando spesso amica di librai lungimiranti, bibliofili eccentrici ed appassionati disinteressati, annusando felice l’inconfondibile profumo delle pagine stampate, che siano esse nuove o vecchie di cinque secoli, girando la copertina con impazienza e guardando con trepidazione quei ragnetti fenici, a cui tanto deve lo sviluppo dell’umanità: fa sorridere pensare che tutto è iniziato grazie al buon cuore di Cadmo!
... E questo mi ha probabilmente alienato o mi ha reso un’aliena rispetto agli altri… mi ha reso libresca: pensieri, frasi, versi, parole, sillabe… tutto impresso nella mia mente in un caleidoscopio immenso fatto d’innumerevoli rimandi, echi, visioni… il mondo filtrato attraverso la scrittura, per averne un’immagine più pulita e più comprensibile: un modo per trovare ragioni dove ragioni non ce ne sono… Ancora adesso, pur essendo venuta a patti con questa folle e quasi sempre stupida realtà, spesso mi immergo nel mio mondo fatto di carta: mi diventano amici i personaggi dei libri e vivo le loro avventure, provo i loro sentimenti, condivido i loro pensieri ed i loro affanni...
Questa è ed è stata per quasi due decenni la mia realtà…
Tutto è cominciato quand’ero una bambina con una fantasia debordante: ho posseduto un Gatto con delle eccentriche calzature, ho avuto un cane di una fedeltà inconcepibile di nome Argo, ho aiutato Pelle d’Asino ad impastare le sue torte, ho seguito il suono melodioso del pifferaio di Hamelin, ho dormito scomodamente con un baccello sotto il letto e mi sono trovata con una zucca a notte tarda in mezzo ad una strada deserta…
Poi, da ragazzina, ho conosciuto Huck Finn e il suo amico Tom, ho litigato con le sorelle March e riso con Pollyanna, ho conosciuto un’eccentrica bambina dalle buffissime calze, ho scoperto gli abissi dell’oceano col Capitano Nemo, ho ascoltato Ismael raccontare della follia di Acab e sono andata sul ghiaccio con dei pattini d’argento.
Durante l’adolescenza, quando non sapevo ancora chi ero e cosa sarei diventata, ho portato fiori ai morti sulla collina di Spoon River, ho sofferto la fame con la famiglia Joad e pescato un pesce spada con il vecchio Santiago, ho camminato per il bosco con Tom Bombadil, cercando quel dispettoso di Puck, ho preso lezioni di cucina da Dona Flor e mi sono seduta a pranzo con Gargantua e suo figlio, per poi cenare con la tribù Malaussène in mezzo ad una baraonda inconcepibile, ben sapendo che non è mai prudente assaggiare dell’Amontillado, ho spulciato nella biblioteca universitaria di Arkam, ho passato ore a parlare per sussurri con una solitaria ragazza di Amherst ed ho scoperto la strada per Meridian.
Da allora, mentre diventavo adulta, ho cavalcato con Garabombo e costruito pesciolini d’oro con Aureliano, ho fatto la serva insieme ad Eva e la donna di vita con Teresa, ho visto Sancho salvare il suo padrone da situazioni imbarazzanti, ho visto morire Paula, mi sono interrogata con Antoine Roquentin sul senso dell’esistere, ho riflettuto sull’Angoscia, sulla Felicità, sull’Atomo e sono arrivata a dire che non solo Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonde, gettandoli dove non li si può vedere… Ho scoperto il gioco delle nuvole che si rincorrono, abitando per un certo periodo sul Tropico del Cancro, ho denigrato Juliette e compatito Justine, preferendo loro l’irruenza di Lulù e l’incoscienza assoluta e maliziosa di Lolita. Ho attraversato una biblioteca, situata in un deserto imprecisato, che si dica contenga tutto lo scibile; ho scoperto che il punto dove tutto si riunisce si trova in un sottoscala; sono stata un enorme scarafaggio ed un cane parlante… Ho viaggiato in modi inconsueti in diverse parti del mondo e non solo: attraverso la Patagonia in autobus, nel Galles onirico e schizofrenico di un poeta visionario, nel Nord magico degli dei Asi… poi ho attraversato galassie, arrivando fino ad Arrakis per assaggiare la Spezia… ed A.I. è diventato mio amico…
Ho avuto un amante in Indocina ed ho amato un imperatore amante di un ragazzo che poi ha reso un dio… Ho baciato Artù dopo il rito sacrificale, Aragorn diventato ormai re e Dorian bellissimo e malvagio. Mi sono unita ad Amleto, principe fintosi pazzo per vendetta e ad Enrico, re uscito vittorioso da Agincour. Ho aspettato Ulisse, ormai non più sperando in un suo ritorno ed ho accolto Cesare tra le mie braccia dopo anni passati lontano in guerra…
Ho odiato la battaglia del folle dittatore e sperato nella realizzazione del migliore dei mondi possibili; ho affrontato la Lunga Marcia, sono stata sulla Sierra Madre ed ho visto la giungla boliviana, ho passato l’Amur ed attraversato la Russia dopo la fine di un’epoca, ho visto Saigon liberata dai rivoluzionati e qui ho sorriso ad un vecchietto gentile e con una tempra d’acciaio, ho annusato il profumo inconfondibile di un sigaro cubano e mi sono ritrovata a colloquiare sulla Muraglia con un esperto di tattiche militari.
Mi sono interrogata sul Piacere, sul Dovere e sulla Religione, vedendo dio in ogni cosa come in niente; mi sono data una Legge Morale e posta delle questioni morali. Alla fine, mi sono definita amorale e l’ateismo è diventato un dato di fatto acquisito del mio essere…
Questo è molto altro ancora ho vissuto attraverso il mio mondo di carta... attraverso i miei innumerevoli mondi di carta... I libri non mi hanno resa felice, perché la felicità consta di attimi e non può essere duratura, però devo loro la capacità di guardarmi intorno con occhi particolari, filtrati, attenti... devo loro la serenità che provo ora... devo loro l’essermi finalmente trasformata in quel che dico di essere...
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