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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Wednesday, August 11, 2010 - ore 21:59 Dei cani. Di me. E’ agosto, già. Eppure riesco a far arrivare settembre di colpo. La mattina mi alzo più presto. Respiro le sei. Respiro quella strada deserta, come due anni fa. [Ho il ricordo preciso dell’agosto duemilaotto. Le orecchie piene di quella canzone che parla di pedali di biciclette e cuscini. E rido, se ci penso. ] Certi topini che mi vengono a salutare, mi stampano baci a timbro. Tu non mi lecchi più come i francobolli. Mamma forse ti ha detto che a volte succede che ci mettano la droga? Ma va bene così. Te l’ho chiesto io. Io che non so smettere e che se solo ci provo, le pelle si ribella e si cosparge di bolle. Per cui. Resisto all’urto, divento mansueta come un cane per i ciechi. Mi faccio piacere anche il titolo nuovo dell’album di De Min. Fai presto a parlare di dignità. E lo so che mi vuoi bene. Ma tu non sai com’è. Contestualizza la pienezza. Contestualizza un lenzuolo steso in un prato e chi ad agosto riesce a giocare alla casa sull’albero, anche senza di me. Contestualizza non l’amore, che è come quelle case che vedo dal finestrino, abbandonate, e mi stupisco di come il tempo scorra anche lì dentro. Di come lo spazio, la dimensione del vuoto e della materia si manifestino ancora, anche se nessuno controlla. Contestualizza una serratura bloccata, il mondo visto da una parete sottile. La polpa di un frutto che sa di sporco e detersivo rappreso, a forza di leccarla da dietro un vetro. Sono rimasta impigliata dentro la mia bambola preferita. Ci sono due buchi sulla pancia e il mondo da lì non sa di niente. Me lo dici com’è? Io vorrei tanto saperlo. Provare ad uscire significherebbe farsi del male con la plastica, il silicone, il vetro. E come in una foto già vista, stringo un quotidiano prigioniera delle stelle a cinque punte della Mattel. Il giornale porta una data diversa da quella di oggi. Settembre è arrivato. Sto solo cercando un modo di uscire senza ferite evidenti. Di scivolare giù dal lavandino. [nei film poi arrivi alle fogne e dalle fogne ai tombini. In mezzo incontri i soldatini di stagno e le ballerine. Dio. Come l’illustrazione del mio libro delle favole. Ecco, vedi cosa mi tiri fuori tu? Continua, ed io sarò obbediente e ti porterò sulla tua strada] LEGGI I COMMENTI (4) PERMALINK |
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