
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Monday, September 27, 2010 - ore 15:28
Teatrismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adieu.
Porca miseria, che botta. Non me l’aspettavo. Devo ancora assorbire tutto. Sono ancora un po’ sconvolta. Speriamo passi presto.
Ci si saluta così, nel peggiore dei modi. Con critiche gratuite, totalmetne ingiustificate, spinte dal solo egocentrismo. Con due di qua e due di là. Con compromessi cercati per un mese, tentativi di mettere tutti d’accordo e non perdere il gruppo in una nebbia inutile. E poi, nel momento in cui bisognava essere compatti, un’intera serata di discussione per raggiungere una versione univoca e valida per tutti svanisce. Come se non ci fossimo mai parlati. Ognuno per la sua, e buonanotte ai viaggiatori. Il treno si ferma qui.
E il mio discorso iniziato con noi era sulla bocca degli altri un continuo io io io perché tu tu tu.
Ho usato il noi, nessuno ha seguito.
Si vede che non è importante con chi si lavora. Per me lo era. Si lavorava bene insiseme, avevamo caratteristiche così diverse che risultavano quasi complementari. Ognuno aveva la parte prima ancora di avere il copione. Eravamo belli.
Non siamo professionisti, non siamo mercenari, non siamo mestieranti. Siamo un gruppo porcatroia, una semi-micro-compagnia ce stava insieme alla perfezione, mettendo da parte i personalismi che cercavano di emergere, e che si sfascia perché ci si sente già arrivati.
Arrivati dove, dico io. A fare la figura del pollo io non ci vado.
Abbiamo fatto quanto, si faceva il conto l’altro giorno. Cento ore di corso? Forse, e almeno io posso dire di averle fatte quasi tutte. E con cento ore siamo attori? Ma mi faccia il piacere.
E scusate l’arroganza, ma ho dimostrato di essere più portata per questa cosa di qualcun altro. Che, invece, crede di essere l’erede di Gassman.

Non mi fa arrabbiare che abbiano scelto una strada nuova e tentare qualcosa che ritengono migliore. Mi fa incazzare che lo facciano sospinti da motivazioni non valide. Anch’io voglio il salto di qualità, e sono stata tentata dall’idea di virare, ma è possibile solo quando ci sono delle basi. E non le abbiamo, ancora.
E mi fa incazzare che ho fatto la figura della scema, dell’ingenua, di quella che si illude di arrivare a un punto d’incontro e tanto era tutto deciso. Solo che non volevo accettarlo. Ho fatto la figura della scema.
E sarò nuovamente arrogante, ma non ritengo che le motivazioni per rompere il mio gruppo fossero valide. Chi sono io per dirlo? Nessuno. Ma è il mio blog e dico quel cazzo che mi pare.
E sarò stronza, sarò la solita complottista, sarò paranoica. Ma la rottura del mio gruppo ha un nome e un cognome. Ha distrutto una delle cose più belle della mia vita.
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