
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
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1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, October 01, 2010 - ore 22:10
Domandisimi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una volta stavo parlando di uomini con una mia amica. Di conversazioni fra uomini e donne, per essere precisi. Di come una frase, una domanda o unosservazione vengono interpretate in maniera differente nel mondo rosa e nel mondo blu. Per lei richiedono evidentemente unesposizione, una presa di posizione e una conseguente dichiarazione dintenti palese ed esplicita, per lui sono perdite di tempo facilmente aggirabili con la locuzione: “Perché, era una domanda?”.
Nel caso specifico la conversazione di cui stavamo analizzando le caratteristiche era quella via sms. Ogni messaggio al cellulare inviato da M a F con punto di domanda otteneva una risposta. E anche ogni messaggio senza punto di domanda, o con una domanda anche retorica o mescolata o intraletta o sospettata otteneva una risposta (non richiesta, per carità, ma la otteneva). Il fatto è che poi F si aspettava da M lo stesso trattamento. “Se io ho risposto, mi risponderà anche lui”. Purtroppo non esistono regole, e quello che funziona da M a F non funziona a parti invertite. Ci siamo sentite obbligate quindi a studiare il comportamento animale da telefonino, e che oggi può essere serenamente ampliato al mondo del web con mail e chat e facebook e chicchessia.
Ogni messaggio con una domanda retorica o unosservazione che ritenevamo meritoria di replica non otteneva nessun segnale di vita dal nostro interlocutore maschio. Cera un problema di comprensione.
Fra laltro, non ottenevano risposta nemmeno le domande come va, come stai, coshai fatto oggi, ritenute indegne di 10 centesimi alla vodafone da M e imprescindibili per condurre un rapporto umano per F. Non ottenevano risposta neanche le palesi domande in cui si chiedeva conto di qualcosa, ma che purtroppo per il nostro orgoglio linterlocutore non riteneva di sua vitale importanza.
Ma noi donne, si sa, non siamo chiare. Siamo una notte stellata che per quanto costellata di luccichii rimane buia. Noi si mette il punto esclamativo per suscitare una reazione forte e decisa in un uomo che senza punto di domanda non capisce se la femmina vuole una risposta oppure solo sfogare una sindrome premestruale perenne. E i puntini di sospensione, questi ambigui puntini di sospensione, che appena digitati nella nostra mente sono già diventati lovvia introduzione a un altrui cenno di comprensione, o almeno una reazione. E invece i puntini puntini per il maschio dominante sono come un discorso non finito, “cosè che volevi dire non ho capito”.
Così, quando lei (la mia amica) doveva mandare sms al ragazzo con cui ogni tanto si vedeva, mi chiedeva consigli stilistici e formali. Come inserire una domanda degna di risposta che fosse allo stesso tempo interessante (quindi non un semplice sì o un no) e richiedesse uno sforzo intellettuale? Come far capire a un uomo che si vorrebbe ottenere da parte sua un qualsiasi tipo di segnale capace di trasmettere interessamento alla nostra vita?
Imprescindibile era diventato allora inserire il punto di domanda. Ogni sms finiva con una domanda che imponeva una risposta. Con discrezione, se no magari il maschio dominante si sente stretto come in un dolcevita di acrilico. E allora tornano le incomprensioni, e non se ne viene fuori.
Che noi, noi donne dico, ci restiamo male se lui non risponde. E arrabbiarsi per ore, e poi lui chiama, e tu dici non mi hai risposto! e lui, con la calma di un budda, ti dice ma non mi hai fatto nessuna domanda... E mentre nella sua mente blu ha ragione, nella mente rosa è una mancanza di rispetto intollerabile.

E allora, sto punto di domanda, ce lo metto o no?
Che se lo metto ma non mi risponde vuol dire che la domanda non meritava, allora pensa che sono scema oddio mi scarica magari sta già chiamando quella bionda dellaltra sera. O magari non mi risponde perché sono assillante asfissiante soffocante e deprimente e lui vuole essere lasciato libero oddio a te sembrava in interrogatorio?
Ma se non lo metto, per sembrare molto tranquilla nella mia essenza di donna senza scampoli dassenza, magari non risponde. Ma non lo metto semplicemente perché voglio evitargli di rispondere forzatamente, e cioè mi risponde solo se vuole. Ma se non mi risponde mi uccido.
E allora, sto punto di domanda, lo metto o no?
No.
Sì.
Boh. Fa un po quel che ti pare. Rosario, mi fai una birra?
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