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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Saturday, October 02, 2010 - ore 02:02


Chiedimi se sono un pesce rosso.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il medico quelle mattine si sedeva sul mio letto.
Mi diceva un numero. Me lo faceva ripetere.
Poi mi visitava. Io mi vergognavo tanto. I capelli erano sporchi, incollati alla testa. Non potevo lavarli e il gel degli encefalo si seccava come smalto.
Quando stava per uscire mi chiedeva. Dimmi il numero.
E io chinavo la testa, con le lacrime dentro a quei buchi che avevo al posto degli occhi.
Non me lo ricordo.

Per mesi è andata così. Mi riempivano di psicofarmaci. L’incidente aveva provocato un trauma troppo esteso. Perdevo l’equilibrio, ero dislessica. Ma sai la cosa che più mi umiliava?
Non ricordare. Non riuscire a mettere insieme i pezzi.
E quando poi ho cominciato a pesare dieci chili in più, ad essere gonfia e brutta, a prendere brutti voti perchè le cose che avevo studiato tutto il giorno prima chissà dove finivano, io ho giurato che avrei fatto di tutto per non dimenticare più niente. Per tenere la memoria al sicuro da qualsiasi crollo.

Adesso lo sai perchè mi ricordo tutto, Alberto.
E perchè mentre ascoltavo La stagione buona, il pensiero è volato a quella sera, al cartello che diceva Ponzano, e a te che ti sei girato a guardarmi mentre ridevo.
"Sarà vero che l’amore viene al mattino presto, che ti coglie nel sonno e ti svegli e tutti gli uomini di prima sono andati, e forse muoiono?"
Ecco perchè ridevo, Coso. Perchè mentre mi riportavi a casa da una notte con le stelle in technicolor, io pensavo che Fabio c’aveva preso anche questa volta.
E tutti gli altri erano morti.
E la musica non parte più.




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