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Sunday, October 17, 2010 - ore 11:12
Le foglie morte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Questo vento gelido e questo turbinio di foglie bagnate, mi riporta alla mente un paio di poesie molto tristi, ma che mi piacciono molto...
Jacques Prévert - Le foglie morte
Oh! Vorrei tanto che tu ricordassi
i giorni felici quando eravamo amici.
La vita era più bella.
Il sole più bruciante.
Le foglie morte cadono a mucchi...
Vedi: non ho dimenticato.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi e i rimpianti
e il vento del nord le porta via
nella fredda notte delloblio.
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi.
È una canzone che ci somiglia.
Tu mi amavi
io ti amavo.
E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi e i rimpianti.
Ma il mio amore silenzioso e fedele
sorride ancora e ringrazia la vita.
Ti amavo tanto, eri così bella.
Come potrei dimenticarti.
La vita era più bella
e il sole più bruciante.
Eri la mia più dolce amica ...
Ma non ho ormai che rimpianti.
E la canzone che cantavi
sempre, sempre la sentirò.
È una canzone che ci somiglia.
Tu mi amavi
io ti amavo.
E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi
Foglie morte - Giovanni Pascoli
Oh! che già il vento volta
e porta via le pioggie!
Dentro la quercia folta
ruma le foglie roggie
che si staccano, e fru . . .
partono; un branco ad ogni
soffio che lavviluppi.
Par che la quercia sogni
ora, gemendo, i gruppi
del novembre che
fu.
Volano come uccelli,
morte nel bel sereno:
picchiano nei ramelli
del roseo pesco, pieno
de suoi cuccoli già.
E il roseo pesco oscilla
pieno di morte foglie:
quale sappende e prilla,
quale da lui si toglie
con un sibilo, e va.
Ma quelle foglie morte
che il vento, come roccia,
spazza, non già di morte
parlano ai fiori in boccia,
ma sussurrano—Orsù!
Dentro ogni cocco alluscio
vedo dei gialli ugnoli:
tu che costì nel guscio
di più covar ti duoli,
che ti pèriti più?
Fuori le aluccie pure,
tu che costì sei vivo!
Il vento ruglia . . . eppure
esso non è cattivo.
Ruglia, brontola: ma
contende a noi! Chè tutto
vuol che sia mondo lorto
pei nuovi fiori, e il brutto,
il secco, il vecchio, il morto,
vuol che netti di qua.
Noi cindugiammo dove
nascemmo, un po, ma era
per ricoprir le nuove
gemme di primavera.. .—
Così dicono, e fru . . .
partono, ad un rabbuffo
più stridulo e più forte.
E tra un voletto e un tuffo
vanno le foglie morte,
e non tornano più.
Effettivamente, mi sembrano molto in tema con il tempaccio di oggi.
Nel frattempo, tiro un po il fiato, dopo una settimana devastante e comincio a studiare... Mi sembra la giornata adatta.
E la giornata azzeccata anche per le riflessioni e per porsi nuove domande... Perchè sono cambiate tante cose ultimamente e chissà... Dove questo vento mi porterà.
Del resto, il vento e le foglie morte, hanno ispirato molti scrittori, oltre ai poeti sopracitati... Al loro malinconico fascino hanno ceduto anche Garcìa Màrquez, Hikmet, cantanti come Bobby Solo, pittori come Millais.
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