STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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giovedì 21 ottobre 2010 - ore 18:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un paio di settimane fa ho iniziato a fare attività di volontariato con persone di vario tipo di disabilità.
Non credevo che il cuore si potesse aprire così tanto e che sarebbe stato così facile affezionarsi a questi ragazzi. Che poi il termine "ragazzi" non è correto visto che quasi tutti anagraficamente potrebbero essere i miei genitori. Invece i ruoli si scambiano e sono io, a 21 anni, ad essere la "volontaria", la persona "adulta" a cui essi fanno riferimento.
E’ molto strano entrare in gruppo di questo tipo. Ho detto strano, ma non difficile. Nonostante i vari tipi di disagio fisico e mentale, infatti, loro non conoscono finzione: sono spontaneità e accoglienza allo stato puro. Non capita tutti i giorni di ricevere sorrisi e abbracci affettuosi fin dal primo momento, fin dalla prima stretta di mano.
Nella nostra vita di gente "normale" non succede mai, o almeno assai raramente che qualcuno di sconosciuto riponga automaticamente in noi una fiducia illimitata e senza alcuna garanzia; d’altronde nella loro vita di gente "disabile" è molto più frequente il venire ignorati, o peggio fissati con curiosità, piuttosto che entrare a contatto con persone che si mostrano davveo interessate a te, sebbene con le loro diversità.
Alla fine è sempre tutta una questione di prospettive.
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