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mercoledì 3 novembre 2010 - ore 10:35
Stellarosa e gli uffici
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stellarosa arriva alla stazione del suo paese col sapore del sangue in bocca dopo la corsa regolare per prendere il treno.
10 minuti di ritardo.
Stellarosa non se la prende, cerca di usare quei minuti per riflettere sulle cose da fare e dedicare un pensiero alle persone importanti della sua vita. Chiaramente ha letto questa tecnica in un libro sul rilassamento e cerca di metterla in pratica.
Arriva il treno. Stellarosa sorride, ma apprestandosi a salire si rende conto che è completamente colmo. A fatica sale e si appiattisce contro la parete del corridoio di fronte alle porte perfettamente davanti una coppia sbaciucchiosa che incute in lei uno stato emotivo intermedio tra l’imbarazzo e l’invidia.
L’uomo di età indefinità al suo fianco, non si sposta di un centimetro, quindi Stellarosa tiene borsa e ombrello nella stessa mano per trenta minuti, senza possibilità di appoggiarli o di fare cambio braccio. Ovviamente i muscoli tirano, ma Stellarosa vuole comunque sforzarsi di essere positiva e pensa "per lo meno non ho mal di testa".
In treno fa caldo, impossibilitata a muoversi, Stellarosa non può togliersi la giacca. Le cola il naso, ma non può soffiarlo. Rassegnata tira rumorosamente su provocando l’indignazione dei passeggeri, già notavolmente irritati dalle Ferrovie dello Stato.
Finalmente il treno giunge a Padova. Stellarosa scende, ma solo dopo essere stata più e più volte spintonata.
Nonostante tutto Stellarosa è contenta: oggi per la prima volta ha la bici a Padova e non vede l’ora di provarla.
Inizia a piovere.
Stellarosa decide che non saranno certo quattro gocce a fermare il suo desiderio di pedalare.
Stellarosa arriva in facoltà bagnata fradicia e con la consapevolezza di avere una bici di m****.
Nella mente di Stellarosa si delinea il problema di dover consegnare un cavolo di modulo e di non sapere assolutamente in quale dei mille uffici.
Stellarosa chiede informazioni e viene spedita in un ufficio dove una signora dal cognome bislacco le mette un timbro. La signora non si risparmia dal lamentarsi con Stellarosa per il fatto che la professoressa ha sbagliato a firmare il modulo. Stellarosa si sente in dovere di accennare un timido sorriso che vuole essere di scusa.
Di nuovo però si trova senza saper dove andare. Richiede informazioni, ma nessuno gliele sa dare.
Stellarosa si incammina infine verso la Segreteria Studenti. Chiusa.
Stellarosa non si demoralizza e pensa "tanto non era l’ufficio che serviva a me".
Dopo aver camminato 15 minuti Stellarosa capisce di aver sbagliato strada e torna indietro.
Trova l’ufficio.
Si mette in coda.
Entra e chiede di poter consegnare il modulo.
-Ha il timbro?
Certo che ce l’ha.
-Ha la copia degli esami effettuati?
La copia degli esami? Ma non c’era scritto sul sito.
-Allora deve ritornare con quella.
Stellarosa pone timidamente una domanda riguardo a un altro modulo.
-Deve chiedere alla mia collega, ma non so se può risponderle perchè il suo turno inizia alle 9:30.
Stellarosa guarda l’orologio. Sono le 9:20. Guarda la famigerata collega, seduta di fronte al computer a leggersi le mail. Questa si sente osservata, alza la testa e dopo aver sciorinato una lamentela sul fatto che il suo ufficio non era ancora aperto risponde alla domanda.
Stellarosa scende in aula pc. Tutti occupati. Stellarosa intravede un pc spento ma occupato con vestiti. Stellarosa sposta tutto dicendo con voce grave "chi va a l’osto perde el posto". Stellarosa stampa la copia degli esami effettuati per due volte perchè la prima stampa non era uscita.
Ritorna all’ufficio . Rifà la coda. Ritocca di nuovo a lei. Consegna il tutto e si sente dire:
-Comunque la prossima volta che devi stampare qualcosa, basta che chiedi a noi e te la stampiamo.
Stellarosa trattiene un impropero, sorride ed esce. Uscendo inciampa nel piede di un ragazzo seduto. Lui si scusa. Stellarosa riacquista l’equilibrio, dice che non è niente e se ne va.
Stellarosa ha perso tutta la mattina per consegnare un modulo.
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