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Wednesday, November 24, 2010 - ore 10:59


INFERNO E PARADISO PERSONALI
(categoria: " Riflessioni ")


…non ho nessuna intenzione di impazzire o di trasformarmi, a causa dello stress, in una persona in cui non mi rispecchio, solamente per vivere in maniera irrealistica il momento contingente: c’è solo da razionalizzare la situazione ed accettare lo status quo, ridimensionando progetti ed aspettative. E’ probabile che molto si riveli vano o velleitario, ma tant’è: questa è la sola vita che mi è dato di vivere e non c’è altro da fare che cavarne fuori il meglio… Ognuno si crea il proprio inferno, o il proprio paradiso: dipende solo dai punti di vista…


L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. [I. Calvino, Le città invisibili]


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