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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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Thursday, December 16, 2010 - ore 22:11


Come puoi vivere a testa in giù?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi ti guardavo, mentre mi raccontavi di lei. Di quando un mese fa ti ha chiamato per dirti che era incinta e infelice. E tu le hai detto. Prendi la tua roba e vieni qui. Lascialo. Stiamo io e te e il tuo bambino.
Mi hai fatto tenerezza. Ti ho accarezzato la testa. L’ho sentito sai che eravamo in quattro in quella stanza. Due disperati, un bambino ciccione e una ragazzina incinta.
E poi ci siamo addormentati. Così. Un sonno buono. Un sonno bambino. Senza alcol, senza fumo.
Domani avrò venticinque anni. E continuo a stare male. Continuo a scrivertelo, sorella di incubatrice che ho perso il senso delle cose. Continuo a comportarmi come se avessi quindici anni.
Continuo ad avere lo stesso dolore. La stessa capacità di ferirmi, forse adesso senza mezzi termini.
C’era lo stesso numero di sette anni fa sulla bilancia stamattina.
E davvero non mi ricordo come si fa ad avere voglia di vivere ancora.
Non mi ricordo come succede, che un giorno rinunci a sentirti spezzato.
Indovineresti tutte le ossa se mi spogliassi.
Vedresti dove è affondata la punta del coltello sulle dita e quella di quell’ago così piccolo.
Vedresti come sta diventando osceno il corpo che ti teneva.
Che l’anima sfugge. L’anima non so dov’è. E allora rinuncio alle distanze tra la pelle e le ossa per tenermela addosso.

Domani avrò venticinque anni. E tutto mi sembra così inutile.
Come andare avanti nella consapevolezza di essere guasta, marcia, come dice lei, per il dolore che non riesco a fare a meno di sentire. Per l’amore che non riesco a fare a meno di provare.
Regalami questo. Regalami che non mi dimenticherai mai, qualsiasi cosa succeda. Qualsiasi. Regalami un posto, dentro di te, per la tua Waterloo. Bellissima. Dolcissima. Maledetta. Davvero.




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