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Friday, December 17, 2010 - ore 09:33
Sacro santa verità!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Natale, tempo di crisi (di coppia)
C’è solo un evento al mondo in grado di mettere in grave pericolo la sopravvivenza di una qualsiasi coppia, anche la più affiatata e collaudata, e non sto parlando né dell’avvento del mercoledì di coppa per lui né di quello del primo giorno di mestruo per lei, ma dell’arrivo delle festività natalizie.
Il pranzo dalla suocera. Partiamo da una premessa fondamentale. Non è che una suocera in quanto suocera debba essere necessariamente citata nella prefazione della Guida Rossa Michelin assieme all’enoteca Pinchiorri. E’ pieno zeppo di suocere che cucinano male o poco più che discretamente, di suocere che per insaporire il brodo dei tortellini ci sciolgono otto dadi Star e sei da Monopoli, provocando nei commensali un’arsura pari a quella di un cammello dopo il tour delle sette oasi. Di suocere che per tagliare l’arrosto si devono servire di seghe circolari e che ti schiaffano la fetta di carne affogata in una strana sostanza oleosa che tu non sai se è il sugo dell’arrosto o un campione della marea nera in Alabama. Di suocere che anziché compre il panettone preconfezionato si ostinano a farlo in casa e tu sei lì che vorresti chiedergli se l’ha fatto in casa sì, ma quella del vicino idraulico visto che l’uvetta ha la consistenza di una brugola zincata e che per farlo scendere giù oltre l’epiglottide ci vuole la pompa sturalavandini. E credetemi, lo so che nonostante questa doverosa premessa lui, il vostro ignobile compagno di una vita, qualsiasi cosa gli venga servita nel piatto dall’adorata madre, che sia un cappone ripieno o una gomma da neve al gratin, sorriderà grato. Lo so che, incredule, lo vedrete ingurgitare alimenti che in casa vostra dichiara di detestare e si rimpinzerà di schifezze di ogni sorta, ma voi fregatevene. Tornate a casa. Poi, quando sprofonda nel sonno da digestione, sfilategli la carta di credito dal portafogli e spendete cinquemila euro da Prada. All’arrivo dell’estratto conto, dichiarate serafiche: “E’ un boccone amaro, lo so, ma del resto è tua madre quella che cucina bene!”. Da quel momento, farà la scarpetta anche quando il vostro piatto del giorno sarà pantegana ai ferri.
Le decisioni inerenti il dove e con
chi trascorrere le feste. La faccenda, apparentemente innocua, sotto Natale provoca faide familiari che per efferatezza e ritorsioni sono paragonabili solo a quelle scoppiate a Scampia tra i Di Lauro e gli scissionisti alla fine degli anni Novanta. Se la sera della vigilia si fa a casa dei genitori di lei, la suocera minaccia di suicidarsi ingoiando la bomba carta “Fabrizio Corona” già acquistata sottobanco per i botti di Capodanno. Se il pranzo di Natale si fa a casa dei genitori di lui, la nonna di lei prende in ostaggio il babbo natale arrampicatore e minaccia di girare a lui la pensione. Se i due fanno il Natale ognuno a casa propria lei, al telefono, gli lancia accuse tipicamente natalizie quali: “L’albero di Natale in corridoio ha più palle di te!”. Se poi qualcuno ha la geniale idea di mettere insieme i parenti di lei e quelli di lui attorno alla stessa tavola, allo scoccare della mezzanotte le rispettive suocere sono già lì che litigano su chi debba lavare i piatti e se li lava una poi il giorno dopo commenterà: “Certo, la signora aveva paura di scheggiarsi lo smalto fresco di manicure!” e l’altra: “Certo, la signora doveva far vedere che è una donna di casa, come se non si sapesse che c’ha più filippine lei di Camilla Parker Bowles!”.
Insomma, possiamo affermare con certezza che l’unica coppia che regge, Natale dopo Natale, è quella formata dal bue e l’asinello.
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