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... oppure faccio porcherie come questa...



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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Thursday, December 30, 2010 - ore 10:46


Viaggismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un viaggio non è mai in una direzione sola, e non è mai di una persona sola. È uno il punto di partenza, ma non è una la meta. Man mano che ti stacchi, sono tante le cose e le persone da cui ti allontani. È un viaggio anche quello che fanno loro, pur stando fermi. È l’attesa, logorante o rigenerante. E c’è chi se la gioca, e chi la subisce solo.
Il tuo percorso, che sia una fuga o un salto con la rincorsa, che sia un viaggio o un desiderio di scoprire, che sia un tentativo di raggiungere il tuo destino o un cammino interiore, ti porta sempre lontano. Lontano da te, lontano dagli altri.
Ogni scelta, ogni svolta, ogni cambiamento ci mette di fronte a noi e a chi ci è vicino nell’ora e qui, adesso e in questo posto. Dove e quando torneremo vicini è un’incognita, perché c’è il viaggio di mezzo. Interiore, reale, che differenza fa. È un viaggio, è un cambiamento. E dobbiamo prenderci una responsabilità che ci mette l’angoscia, a volte. La tachicardia, la notte. I rimorsi, i rimpianti.
Partire per un viaggio, di qualsiasi tipo esso sia, significa salutare, andare, e tornare diversi.
Un lavoro nuovo, una proposta a cui era difficile rinunciare, un amore che non ti aspettavi, un paese o una città a mille miglia. Lasci tutto, diventi diverso. E quando torni, tutto è diverso da te. Dal te che ha lasciato e dal te che è tornato.
Sta poi a chi è partito riprendersi quello che ha perso.

Perché, inevitabilmente, perdi.
Riprenditelo, ma se lo vuoi. Potresti non volerlo più.
O non renderti conto che lo volevi, e che te lo sei fatto scivolare via dalle mani. Ma hai fatto una scelta. E per ogni cosa che perdi, un’altra troverai. È un gioco a incastro, questa cosa della vita.

Ed è tutto un viaggio



Buon anno a tutti voi. L’augurio che faccio a ognuno è di fare tanti, tantissimi viaggi. Perché è bello, dopotutto. Partire è un po’ morire. Ma anche capire.
A voi la scelta, perché le scelte si fanno e si pagano. Partire non è mai solo per sé stessi, c’è sempre qualcuno di mezzo.

Riflettevo parlandone con un amico che parte, ed è nervoso, e non mi dice perché – il lavoro, gli amici, la fidanzata, la famiglia... Posso provare a immaginarlo, come sta e come si sente, ma ci sono così tante cose per cui essere nervosi a tre giorni dalla partenza che sarebbe come tirare a indovinare a una corsa dei cavalli. Queste parole allora sono anche per lui che non le vuole.
Io in qualche modo ci sono passata, anche se non lo sa e non gli interessa ascoltarmi. E ho appena ritrovato uno dei miei punti di partenza, dopo anni. È diverso da quando l’avevo lasciato, e diversa sono io. E non sarà e non sarò mai uguale, perché il tempo cambia le cose e cambia le persone. Ma forse qualcosa si può costruire.

Il 2008 fu l’anno della mia svolta. Il 2009 l’anno del consolidamento. Il 2010 è stato l’anno della fatica. Il 2011, se un Dio esiste, uno qualsiasi di quelli di cui mi hanno parlato in tanti anni di onorata carriera nell’universo umano, sarà l’anno della verità. Voglio sapere tutto, l’anno prossimo. Tutto.

Ciao, bellagente. Vi amo.


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