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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Monday, January 03, 2011 - ore 22:55 Anatomie de l’enfer. Gli ultimi giorni dell’anno finisci a Padova. C’è il sole e ti scrivo che è troppo punk. E avrei voglia di gesti antichi: te che leghi la bici, il cappuccino dai cinesi e l’Arcella. Gli ultimi giorni dell’anno ci sei sempre tu, che ti porta il cielo, in odor di Senna e della Parigi dove non volano mosche. E mi accompagni da Amedeo, a vedere le donne senza gli occhi e con il collo lungo come il mio. Non so come succede che siamo una di fronte all’altra e io non riesco a toccare cibo, e ti dico mangiaanchedelmio. E tu mi chiedi se è mai successo prima. Che qualcuno bombardasse così le mie città invisibili e scrivesse un per sempre sulla mia pelle. Telepatica ed empatica come una farfalla. E io sento che vicino a te sono a casa. Vicino a te, sarebbe più facile non spiegare ogni cosa. Ma poi i primi giorni dell’anno iniziano male. Iniziano con il corpo che si ribella. Iniziano con Malibu ed io e Angela che balliamo come sorelle, e finiscono sul pavimento di un bagno, a leccare piastrelle, sotto gli spasmi di un corpo che il primo del giorno dell’anno mi vuole male. Il vomito, che viene chissà da dove, e nemmeno per l’alcol e per il cibo che non ho mangiato, ma che ho rubato e nascosto dentro un tovagliolo, è diverso da quello autoindotto, quello che ti provochi con le dita, per liberarti dopo mangiato. Il vomito, lo stomaco che continua a vuotarsi, sono la vendetta di un corpo esausto, stanco, arrabbiato. Possiamo fare a meno di questo amore? mi dice. Possiamo fare a meno di farci sbattere un telefono in faccia e di pregare un uomo soltanto di incontrarlo, soltanto un momento, il primo giorno dell’anno, rincorrendo un treno, pagando un taxi, arrivando anche a Rieti? Possiamo fare a meno di prendere ordini da un fascista che decide tutto? Quando farti spogliare su un letto, quando darti dell’amica, quando invaderti, quando fare finta di avere gente a casa? Possiamo fare a meno di questo fascista che non ti vuole, ma ti vuole bene e ti vuole salva lavandosi le mani dell’inferno che ti ha costruito intorno? Sylvia scrive. Every woman adores a fascist. No. Continua a massacrarmi di conati per punirmi. Riempimi la bocca e i capelli e i vestiti di vomito. Fammi vergognare davanti ad uno specchio per la cera che ha, la barbie della festa... ma no, corpo mio. Io amo lui. Io amo lui. Il mio fascista. Il mio bambino ciccione. (Io amo lui. Ho gridato anche al primo della classe. E non c’è armistizio. E non c’è pace. E non c’è resa, se non la mia.) COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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