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Tuesday, January 04, 2011 - ore 18:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")



I complimenti costano poco e certe volte non valgono di più
Lorenzo Cherubini
Ho sentito il suo sguardo risalirmi le gambe e fermarsi sugli occhi. Mi ha fissata dritta negli occhi. Ho sostenuto lo sguardo maledicendomi di avere messo quella gonna, maledicendomi di non aver chiuso quel bottone della camicetta.
Il fatto era che non volevo quel complimento. Arrivava nella sera sbagliata. In una di quelle sere in cui ti senti brutta a priori. Sì, brutta è la parola più adatta. Non volevo starmene dentro quei vestiti: avrei preferito di gran lunga infagottarmi in qualcosa di più comodo, di meno femminile.
E invece fregandosene dei miei ragionamenti il complimento è arrivato. Nudo e crudo. Due parole che sembravano gli fossero sfuggite dalla lingua senza che fosse in suo potere fare qualcosa per trattenerle.
Mi si sono infuocate le guance -detesto arrossire- ed ho ceduto: ho deviato lo sguardo. Ho finto di interessarmi ad una macchia sul muro.
Inevitabilmente mi sono dovuta chiedere se stesse usando ironia. Se si fosse accorto anche lui di quanto quella sera fossi brutta, di quanto i capelli volessero stare per conto loro, per quando quegli indumenti mi stessero male.
Mi domando se prima di dire quelle due parole abbia speso almeno un istante a chiedersi quali avrebbero potuto essere le conseguenze. Se si sia chiesto se quelle due parole avrebbero potuto dari fastidio, invece che piacere. Se quelle due parole avrebbero potuto farmi vacillare, farmi venire il dubbio che mi stesse giocando una sorta di meschino tiromancino alle spalle.
Il fatto è che a volte certe cose non le puoi fermare. Nè che si tratti una frase pseudo-gentile, nè che si tratti di un ragionamento pseudo-paranoico.


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