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domenica 22 agosto 2004 - ore 14:25
grande Gian!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il giovane Caporello è cantante specializzato nel repertorio barocco ma anche del jazz, e si dedica con passione alla didattica
Gianluca o Lucas, tutto è musica
Gianluca Caporello e Lucas Cardoso? Questo è il dilemma per un giovane musicista padovano, che usa il primo nome (il vero) come cantante nel repertorio barocco, il secondo come cantante jazz. Il tutto inserito in una terza attività: quella didattica. Insegna infatti in tre istituti musicali privati (Gershwin a Padova, Thelonius a Vicenza e Santa Cecilia nei pressi di Vigonza) canto classico e canto jazz.
Ma andiamo con ordine. La musica è nel destino di Gianluca, che la respira in famiglia. A sette anni comincia a frequentare corsi di ballo, arrivando a vincere una borsa di studio a livello nazionale. Al giovane però non basta più il corpo come mezzo espressivo; sapendo di avere una buona voce si iscrive al conservatorio Steffani di Castelfranco, dove sta specializzandosi in canto barocco nel registro di controtenore (equivale al contralto femminile) con Cristina Miatello e arte scenica con Alberto Terrani. Inizia intanto a partecipare a concerti di musica barocca (i controtenori sono rari e il repertorio barocco ancora poco eseguito in Italia) a Genova, Milano ed altre città del Nord, cantando, nel '98, come solista al Comunale di Torre Maggiore (Lecce) nella prima edizione in tempi moderni dell'opera barocca di Luigi Rossi "Il palazzo incantato di Atlante".
Ma Caporello ha una voce "lunga", che può coprire quasi quattro ottave e passare con duttilità dal registro acuto a quelle di baritono (in queste senso ha già fatto esperienze). Comincia così a cimentarsi nel repertorio jazz (ecco spuntare Cardoso!), collaborando con vari musicisti, e formando a volte un complesso (Michele Calgaro alla chitarra, Lorenzo Calgaro al contrabbasso e Gianni Bertoncini alla batteria) con cui ha cantato recentemente a villa Bettanini di Vigonza e parteciperà, in autunno al Pedrocchi, alla rassegna "Voci nell'aria". Sempre in autunno canterà a Roma in un concerto di musica sacra.
«Il jazz - osserva a questo punto Gianluca - è musica per uomini liberi e molto mi attira questa libertà. Alla base però deve esserci una buona preparazione. Così Cardoso deve molto a Caporello».
In bilico tra questi due modi di cantare che ugualmente ama, il giovane musicista non ha fatto ancora scelte definitive; la didattica però resta un punto fermo. Troppo lo esalta e commuove quel "tirar fuori" dagli allievi (in maggioranza donne) capacità che neppure sognavano di avere.
Il resto - il dilemma - sarà il futuro a scioglierlo; o magari, a risolverlo in una pacifica convivenza.
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