STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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sabato 8 gennaio 2011 - ore 12:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Noi donne siamo bravissime ad aspettare QuellaTelefonata.
ChiameràChiameràDevoSoloAverePazienzaMaAllaFineChiamerà.
Poi il fatto che non chiami è in realtà piuttosto indifferente. L’importante è fissare la cornetta con speranza e malincuore, sforzarsi di collegarsi telepaticamente con Lui, pensarlo, pensarlo intensamente, pensarlo forte, forte, non solo con la testa, ma con tutto il corpo, alllontanarsi il meno possibile dal telefono CheNonSiSaMaiCheChiamiProprioMentreSonoInBagno, controllare compulsivamente se c’è campo, se la batteria è carica, controllare il cuore, il respiro, rispondere Pronto? per finta per verificare la voce, modificare il tono, renderlo dolce, renderlo bello, renderlo perfetto.
Poi la telefonata arriva. Cavolo se arriva. E il cervello va in corto. Non si risponde più come ci si era prefissati. si sbaglia l’intonazione, il ritmo, la cadenza. Ore e ore di preparativi e aspettative andate a farsi friggere.
Ma l’emozione, l’emozione ti esplode dentro improvvisa. Ti riempe. Completamente. E vorresti che quella telefonata non finisse mai. E ti aggrappi a quella cornetta come fosse una corda di salvataggio. La stringi più del dovuto, se fosse una gola l’avresti stritolata da un pezzo. E tutto perchè la Sua voce è pura melodia. Perchè la Sua voce ti riporta a giorni che non passano, nonostante tutto non passano mai.
E allora quei venti minuti buoni, quei venti minuti abbondanti in cui spazio e tempo si anullano diventano un’isoletta a cui approdare. Un’isoletta che conserva intatta e intocccabile tutta la sua magia.
Probabilmente perchè si tratta di un’altra magnifica e surreale IsolaCheNonC’è.
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