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Sunday, January 09, 2011 - ore 20:44
Ricordi di un frigo perduto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nella mia ex casa, un giorno mi azzardai a portare una bellissima soppressa intera di circa un chilo e mezzo.
La persona con cui vivevo (visto che progressi ragazzi?) era abbastanza contenta della presenza di quella soppressa nel mio bel frigo Ariston, anchesso nuovo di zecca. Ma dopo un paio di fettine, tre al massimo, cominciò a trascurarla e a fingere di non vederla quando apriva quella scatola biancastra.
Entro breve, quella soppressa diventò la mia unica fonte di sostentamento. Praticamente era con me anche a colazione, tutti i giorni. Magari per mangiarne un pezzettino microscopico, contribuendo comunque a terminarla. Alle volte la mettevo solo a tavola con noi, come fosse un animale da compagnia: usavo i suoi legacci come un guinzaglio di spago.
Un giorno, mentre la tagliavo, mi accorsi improvvisamente che era verdastra. Capii che quel culetto ormai rinsecchito di soppressa avrebbe potuto cagionare la mia morte, e mi chiesi come aveva fatto a non avermi ancora procurato qualche mortifero avvelenamento. Ciò non di meno la rimisi semplicemente in frigo. Laltra padrona della soppressa prese il coraggio a due mani e un giorno, senza dirmi niente, la buttò.
Ogni tanto la penso ancora. La soppressa intendo.
Stasera i miei mi hanno lasciato a casa un enorme salame casereccio già iniziato. E stata come una madeleine proustiana, solo con una smisurata dose di grassi in più.
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