Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...
.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.
so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...
e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...
... oppure faccio porcherie come questa...
... o quest’altra...
Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, January 19, 2011 - ore 09:59
Goodbye Ruby Tuesday
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Potrei andare a Scommettiamo Che?, se solo lo facessero ancora. Potrei andare a sostenere quelle sfide apparentemente senza significato tipo trainare un camion con i denti, o suonare Hey Jude con i bicchieri nella cristalliera. Eppure il bello sarebbe proprio qui, perché potrei ottimizzare una capacità straordinaria che ho sviluppato da quando occupo il mio appartamentino sul fiume. Riconosco il suono dei giocattoli da come cadono sul mio soffitto (che è il pavimento del piano di sopra, per intenderci). Abito al terzo piano di una palazzina elegante. Lascensore si ferma qui, non sale oltre. Quindi credevo che sopra di me non ci fossero che piccioni e passeri appollaiati sulle tegole. E invece. La signora mia dirimpettaia possiede, oltre a un soggiorno grande come casa mia, anche il sottotetto, dove ha collocato le stanze per la notte. Perpendicolare alla mia camera cè la camera del figlio decenne (credo, non sono brava ad associare un bambino a unetà anagrafica). La seconda notte che ho dormito nella casetta, ha giocato con le biglie. Le sentivo rotolare. È stato il nostro battesimo. Per qualche giorno ha smesso, finché non sono venuti a trovarlo i suoi amichetti di scuola – li ho sentiti gridare uscendo trionfanti dallascensore. Si sono piazzati in camera e lì, oltre a saltare agilmente sui letti, piombavano a piedi uniti sul parquet, creando unonda durto che irrimediabilmente si diffondeva nella mia stanza. Proprio qui, dove una Silvia dormiente riposava le stanche membra dopo una giornata lavorativa pesante. Riconosco quando gli cadono oggetti piccoli o grandi, e sono sicura di poter indovinare se si trattano di macchinine metalliche, giochi plastificati, omini di ferro o cubi di Rubik. Predilige quelli matericamente più impegnativi, ma non disdegna il classico salto del materasso cigolante. Piange non troppo spesso (almeno questo, santiddio), ma si lamenta sovente e credo sia pure un po viziato. Ha unenorme quantità di giocattoli e li usa a rotazione. Stamattina, per festeggiare il suo mercoledì 19 gennaio, e chissà che cavolo cè da festeggiare, ha giocato con la palla. In corridoio. Ha avuto la decenza, adorabile piccolo lord, di non giocare alle sette e mezza in camera sua – irrimediabilmente svegliandomi, come avrete intuito. Ma lha fatto in corridoio, davanti alla mia porta di casa, con un pallone che stando alle mie capacità intuitive doveva essere bello tosto. Non grandissimo, e un po pesantino a giudicare dalla rapidità con cui ha rallentato la sua corsa. Rimbalzava dapprima a intervalli ampi e irregolari, poi sempre più ravvicinati fino a rotolare toccando il mio portoncino. Ho lorecchio fino, è vero, e ogni piccolo rumore mi sveglia, è vero. E con i miei abitavo quasi in campagna, non cerano rumori di auto, nellabbinata accanto alla nostra non viveva nessuno ed eravamo isolati dai rumori del mondo, è vero. Ma in condominio ci dovrebbero essere delle regole non scritte che prevedono listruzione alla vita con i vicini di tappetino. I vicini dei miei avevano dei cani fastidiosi con un volume dabbaio decisamente superiore alla media. Ma ci si faceva labitudine, e poi ai cani non è che puoi sempre dire cosa fare e cosa no. A un bambino sì. A un bambino puoi, devi. E alle sette e mezza prima di andare a scuola non si gioca con la palla. Distrae dalla preparazione.
Non me la sento di parlare di stretta attualità, oggi. Ma una cosa la voglio sottolineare. Il Financial Times dice che "LItalia merita di più". Meno male che pensano che meritiamo di meglio. Vuol dire che ancora un po di fiducia negli italiani cè.