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lunedì 31 gennaio 2011 - ore 20:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si che lo so
che c’è ogni tanto la tentazione
ti passerà, si però
il vuoto credo che non si riempia mai
per tutti è così
Si perché è un po’ il vuoto di tutti noi
ci sbattiamo tanto per chiuderlo
ci proviamo e non ci riusciamo mai
allora tanto vale conviverci

[883]

Il vuoto dentro ce lo abbiamo tutti. La sensazione che manchi sempre qualcosa, che non possa già essere tutto qui. Si impara mai a conviverci? Visti gli sforzi che facciamo continuamente per riempiere, per coprire le nostre voragini interiori, credo proprio di no.
Il mio metodo preferito per annullarle per esempio è stordirmi. Di emozioni, di sesso, di risate, di persone, di parole. Ecco, io riempio i miei vuoti soprattutto con le parole. Parlo parlo parlo. Non solo con gli altri, anche con me stessa, al punto che a volte è difficile pure a me sopportarmi.
La verità è che quel vuoto l’ho sentito chiudersi perfettamente, senza nemmeno uno spiraglio poche volte e per poco tempo.
Ho un uomo di trent’anni, grande e grosso, che mi racconta le favole a letto.
Lui veste i panni dell’eroe impavido, coraggioso, avventuriero, paziente. A me fa fare la parte della vecchia megera, dispettosa, anitpatica.
Mi fa ridere da morire. E finisce ogni storia a metà.
E allora io protesto VaiAvantiAncoraDaiArrivaFinoAllaFine. E quando arriva alla fine gliene chiedo un’altra DaiRaccontamiUn’AltraStoriaSoltantoUn’AltraUn’AltraAncora.
E lui va avanti. Va avanti finchè mi addormento. E rimane fino alle 4 del mattino nel mio letto, a ossevarmi dormire, a proteggermi dai brutti sogni.
E l’ultimo istante in cui il vuoto è pieno è subito prima che mi baci per salutarmi, per dirmi che è tardi, che è ora di andare a casa.
Mi piace pensare che non siamo altro che mezze mele in attesa del pezzo che ci completi. Mi piace pensare che quella sensazione di incompletezza possa andarsene soltanto nell’abbraccio di due anime che si amano.



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