1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno 2) capire di essermi perso qualcosa, di non aver sfruttato ogni occasione per rendere la mia vita degna di essere vissuta
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase... 2) LE COCCOLE 3) Sentirsi dire con sincerità "sei una persona eccezionale".
honey
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Friday, February 18, 2011 - ore 12:21
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A volte basta sentire il profumo della primavera per sentirsi vivi il 18 febbraio..altre invece ci vuole ben altro:del buon vino, una bella dormita con annesso un altrettanto bel risveglio, del buon sesso, una bella cena con la giusta compagnia..o anche solo una passeggiata solitaria, alla ricerca di quel momento in cui ti senti parte di un magnifico disegno. Detta così sembra che io sia reduce da tutte queste belle cosine..no no..solo la nota sulla primavera mi appartiene oggi! E se non basta "il solo fatto di essere vivi" come si fa? si cerca la scossa ..naturale..’na parola! Questo benedetto 18 ce lo giocheremo come un numero di merda...o un numero fortunato?..fatto sta che oggi per qualcuno finisce un’era..che non ha nulla a che fare con il mercato di bologna..o lo stop con i festini al big post ennesima ubriacatura molestissima di qualcuno a caso...da stasera qualcuno si sentirà liberissima...ufficialmente disoccupata ma dopo tanto anche sinceramente felice! basta quest’ultimo aggettivo per giustificare quella che in molti potrebbero considerare una pazzia...per me non lo è ...sei una giovane fringuella e sei libera di provare a fare della tua vita qualcosa di diverso..e casomai quest’esperienza dovesse avere un termine sarà comunque un tassello importante per te e per la tua felicità..e per la tua indipendenza..anche mentale..soprattutto! Da ieri ho scoperto che la videochiamata di gmail is meil che skype...e mentre ci pensavo lo ammetto mi è venuta una gran voglia di maxibon...non ricordo l’ultima volta che ne ho addentato uno di cattiveria...sarà che non ho mai avuto il vizio di mordere i biscotti gelato..nessun gelato se è per quello! Vedere Giulia che sorseggia un black coffee a Chicago e sentirla interrogarsi sul futuroe su quel che non vuole diventare..il fatto è che tutti sappiamo cosa non vogliamo diventare!...come dicevo ieri alla morbida non saremo mai come i nostri genitori..e sotto certi aspetti è giusto che sia così..è la naturale "evoluzione"?..o dovrei parlare di degenerazione?..invidio la loro tenacia però, per quella non c’è una ricetta segreta!..ma cosa vogliamo diventare invece?lo sappiamo? e soprattutto..quanto dura il nostro attaccamento al desiderio che esprimiamo oggi?..se penso che volevo fare la parrucchiera per esempio...ancora non so tagliare dritto quando ho un paio di forbici in mano..figuriamoci che futuro avrei avuto!..Credo di sapere cosa vorrei diventare...o meglio...so per certo come vorrei trasformarmi..dentro e fuori..il punto di domanda è sempre lo stesso però..sarò in grado??per quel che mi riguarda si vedrà..e spero di smettere di arrampicarmi sugli specchi e a "scusanti" che purtroppo il destino mi sta offrendo negli ultimi periodi..per quel che ti riguarda invece signorina...certo che sarai in grado!..hai già fatto il primo passo..
"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno.
Lentamente muore chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità“.