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Saturday, February 19, 2011 - ore 01:24
stasera vi annoierò con il preambolo, ma non temete, cè anche la top5
(categoria: " Sport ")
In cuffia gli stadio cantano:
" Perché in fondo una salita è una cosa anche normale... Assomiglia un po’ alla vita devi sempre un po’ lottare"
Ed io intanto penso che ogni persona nella storia è stato un figlio dei propri tempi…ed ogni tempo ha i propri eroi, e gli eroi danno il nome alla propria generazione…gli antichi greci magari erano la generazione di Ettore e Achille, o i ragazzi del far west erano la generazione di Buffalo Bill e Toro Seduto, mentre quelli degli anni 60 erano la generazione dei Beatles e Rolling Stones…chissà come si sentiranno i ragazzi di oggi quando un giorno gli diranno che sono stati la generazione di Balotelli e Tiger Woods...
Stasera sono un po’ ciucco…una di quelle ciucche che qualcuno chiama “triste” perché ti metti a pensare al passato, alle cose successe, ai ricordi…non necessariamente ricordi tristi, ma in quanto ricordi con quel gusto dolce e amaro della malinconia che li accompagna.
In questa settimana c’è stato un giorno molto conosciuto e festeggiato..c’è chi lo festeggia per l’onomastico, chi lo festeggia perché essere innamorati a volte porta a spendere qualsiasi follia pur di festeggiare. Io lo ricordo perché il 14 febbraio del 2004 ero su un divano di pelle, la tv andava ma neppure l’ascoltavo perché dovevo litigare con una stronza (passatemi il linguaggio, ve l’ho detto che sono ciucco) e d’improvviso la scatola magica ha colpito la mia attenzione…uno speciale del tg…e la notizia era che Marco Pantani non c’era più.
Qualcuno potrebbe pensare: “embè? Era solo un ciclista…dopato per giunta”
Beh sono ciucco e ve lo posso dire: si fottano tutti quelli che l’hanno pensato! Pantani poteva essere un ciclista, poteva anche essere dopato per quanto ne so io.. Pantani per me era un emozione, ed il resto non ha mai contato!
Io non ho mai amato il ciclismo…anzi mi fa schifetto come sistema…ma quando il pirata tornava da uno dei tanti infortuni, e nessuno puntava più su di lui, e cominciava a spingere su quei pedali come una locomotiva, su per la salita a fuggire dove nessuno poteva raggiungerlo, era emozione pura, era come se una voce mi dicesse: “Non importa da dove parti, dove vuoi arrivare, ne gli ostacoli che incontrerai…se lo vuoi davvero non ci sarà avversario che ti potrà raggiungere” Qualcuno dice che fosse dopato…può essere, oramai non ha più molta importanza, ma quando staccava tutti su quella salita io in lui ci creduto…e tanto mi basta.
E’ per questo che stasera biascico e striscico sulla tastiera a parlarvi dei miei eroi dello sport, perché nello sport ci sono emozioni…e le emozioni…beh le emozioni sono tutto..sono parte di ciò che siamo, di ciò che diventiamo…tutto!
La mia TOP5 dei personaggi dello sport che mi hanno dato le più grandi emozioni…in ordine “di come mi va” perché un ordine alle emozioni proprio non si può dare…
- Ovviamente il pirata, Marco Pantani.
- Muhammed Ali…pugile straordinario, diverso da qualsiasi altro, l’unico ballerino pungente in mezzo ad orsi picchiatori, ma soprattutto un uomo che ha combattuto fuori dal ring rischiando del proprio, delle volte anche eccessivamente, per lottare contro la stupidità dell’uomo, contro il razzismo. Conoscendo la sua storia, le immagini di lui che riconquista un titolo tolto ingiustamente nello Zaire contro Foreman sono potentissime.. ..le immagini di lui, tremante ma indomito, che nel ’96 accende la torcia olimpica sono da brividi.
- Gli azzurri di Germania 2006…non è tanto la coppa o l’emozionante semifinale contro i tedeschi, è che in quell’ultimo anno per me erano cambiate mille cose, ero stato all’inferno e ne ero tornato e quella vittoria era un po’ un simbolo, l’era buia si concludeva li definitivamente e si apriva un mondo nuovo. Levento sportivo conta poco, è tutto il contorno che stavo vivendo io che lo rende magico.
- Non erro ancora nato…ma il pugno alzato di Tommie Smith e John Carlos sul podio di Città del Messico sono una di quelle immagini fisse nel mio cuore.. ..certe volte le idee dell’uomo trascendono l’atleta, e diventano un simbolo che cambia la storia.
- Infine l’emozione che forse preferisco, le olimpiadi del 92, Barcellona…immagini che ho avuto la fortuna di vedere in diretta e che hanno strappato lacrime dai miei occhi di dodicenne..e qualche volta ci riescono ancora al ricordo. Derek Redmond, dopo qualche infortunio è guarito ed è il grande favorito per i 400 metri, ed è li per portare a casa una medaglia e prendersi la rivincita con la sfortuna. C’è lo sparo, lui scatta ed è un ottima partenza. Ai 250 il telecronista esclama: “oh oh Redmond is broken”! E Derek si accascia, il ginocchio destro è andato! Si rende conto che la sua Olimpiade è finita e capisce che quella è diventata la sua ultima gara. È a terra, piange lacrime di dolore e rabbia ma si rialza. Gli avversari ormai sono già arrivati, ma lui deve arrivare al traguardo ad ogni costo. Comincia a saltellare su un piede, ma il dolore è tremendo. Barcolla, arranca, piange, però va avanti. Quel giorno a Barcellona ci sono 65.000 persone e tutte hanno smesso di guardare le altre gare per vedere quellatleta tanto caparbio quanto sfortunato. Si alzano in piedi, applaudono ritmicamente ad ogni passo di Derek: non importa se non è spagnolo, anche per loro quellatleta deve arrivare. Derek sente lincitamento e prosegue la sua fatica. Arrivato sul rettilineo finale, ormai sfinito, stramazza al suolo. Il padre si disinteressa della pubblica sicurezza, delle regole e di tutto il resto. Entra in pista e prende per una spalla il figlio. Percorrono abbracciati pochi metri, poi Derek gli chiede di lasciarlo. Vuole tagliare il traguardo da solo e ci riesce prima di abbandonarsi a terra. Il pubblico gli dedica cinque minuti di standing ovation.
Non penso servano ulteriori commenti!
Chiudo con una canzone degli stadio che adoro e che parla del pirata che alla fin fine ha ispirato questo lunghissimo post
Spero di non avervi annoiato troppo...
Chi di voi ora ha voglia di raccontarmi i propri eroi dello sport, o anche semplicemente quei ricordi legati ad un fatto sportivo che sentono come emozioni forti e vive nei propri ricordi?