(questo BLOG è stato visitato 23557 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Sunday, February 20, 2011 - ore 00:59
Che botte se incontri il Cigno Nero
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dieci e più anni fa, dopo "Pi-Il teorema del delirio", Darren Aronofsky era un idolo, con la sua opera prima costata un pugno di dollari. Quando nel 2002 mi trovavo in Francia, uno dei miei crucci era trovare assolutamente la migliore edizione dvd di "Requiem for a Dream", allora inedito in Italia, e fu subito amore grandissimo.
Per anni ho aspettato "The Fountain", con tutte le sue immani traversie produttive, e quando l’ho visto a Venezia 2006 ne rimasi talmente deluso e infastidito che Darren Aronofsky, da potenziale divinità terrestre, divenne mio dichiarato nemico pubblico. C’è gente che ancora oggi non mi saluta per il mio articolo dell’epoca sul film, intitolato "Requiem per un sogno d’autore".
Due anni dopo, fui tra i pochi a non gridare al miracolo per "The Wrestler", un film che vive dell’empatia tra il protagonista e l’attore che lo interpreta.
Quando ho perso "Black Swan" a Venezia 2010, non ne ho fatto un dramma: chiunque incontrassi mi diceva "ma hai visto quanto schifo fa?"
Ma ora che l’ho visto, su Darren A. mi devo ricredere. Non mi importano le ingenuità da manuale di psicanalisi: "Black Swan" è un film la cui atmosfera ossessiva ti entra dentro e ti sporca. La mancanza di logica narrativa coerente, ed è un caso raro, finisce per essere non la manifestazione di una lacuna, ma una chiave espressiva che quasi valorizza il film precedente, a cui è apparentato da una specularità impressionante (anche nella forma: vedi la macchina a mano che "nega" il volto della protagonista). La morale e, appunto, la logica, diventano un accessorio di cui anche lo spettatore è presto costretto a privarsi.
Non ascoltate i detrattori fanfaroni (bah, magari ascoltate quelli che hanno argomentazioni serie
)
LEGGI I COMMENTI (2)
PERMALINK