STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
(questo BLOG è stato visitato 12149 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Friday, March 18, 2011 - ore 17:00
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.
Quando vengo a trovarti al cimitero -spesso con dei fiori appresso, ma a volte anche no- mi convinco sempre di soffrirne.
Ormai l’unico modo che mi è rimasto per stabilire un contatto, per mantenere un certo tipo di rapporto con te, è attraverso i fiori.
Ah, se fossi ancora vivo, sta tranquillo che non ti regalerei fiori. Almeno non così spesso.
Scusami se non riesco a lasciarti bigliettini. Ne ho pensate tante di parole da dirti, a volte sono arrivata persino a scriverle su carta, ma poi le ho buttate via. Non so se perchè le credevo indegne o per una sorta di pudore, di paura che venissero lette da qualcun’altro. Fatto sta che non ti ho mai lasciato niente sulla tomba.
E non riesco nemmeno a cercare un dialogo. Io a parlare con la tua foto non ci riesco. Mi blocco, mi sento stupida, mi sembra di parlare da sola per il semplice e ovvio fatto che non puoi rispondere. Qualche volta ho trovato tua madre lì o lei ha trovato me. Lei sì che ti parla, ti saluta, ti chiede come stai. Lei in questi e in altri momenti si è dimostrata molto più forte di me, di noi. L’ho vista piangere poche volte, l’ho vista sopportare con una dignità indiscutibile il dolore, l’ho vista invecchiare di botto, l’ho vista sostenere tuo padre massacrato dalla tua perdita. Io invece fatico ancora adesso -e sono passati quasi due anni- a trattenere le lacrime quando passo a salutarti.
E passo a salutarti -non spesso quanto dovrei/potrei-quando la tua assenza fa troppo male, quando non riesco più a sopportare il buco che mi hai lasciato dentro. Lo so che potrei fare di più: parlarti, scriverti, fare qualcosa di più tangibile. Invece l’unica cosa che mi riesce più o meno bene è portarti dei fiori, sistemarli con cura, tornare a vedere come sono messi, gettare quelli vecchi, sistemare gli altri. Come se l’unico modo di farti sentire che ti voglio bene e che mi manchi fosse quello di controllare con una certa ossessione i fiori che non mancano mai a colorare la tua lapide.
Mi manchi tanto, mi manchi sempre tanto. Son passati quasi due anni, ma il dolore non è invecchiato, è rimasto lo stesso. Forte, tenace, mordente più che mai.
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK