STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Friday, April 08, 2011 - ore 12:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sono sorpresa a piangere. Non un pianto a dirotto, di quelli -maledizione- non sono più capace. Ma le lacrime che pungevano gli occhi, sì. E qualcuna l’ho fatta scendere. E mi sono fatta pena.
Ho pianto per me stessa. Per il mio male. Quello che forse non ho saputo vivere fino in fondo. Quello che all’epoca mi sarei aspettata di vedere più rispettato dalle due persone più importanti della mia vita.
Ho pianto per te che non ci sei più. Per il bene che ancora mi lega a te. Per il vuoto che sento dentro quando ti penso. Per lo stomaco che si stringe quando sento il tuo nome.
Ho pianto per la tua morte. Arrivata troppo presto. Per te e per noi. A 19 anni con tutta la vita davanti e l’illusione dell’immortalità.
Ho pianto per la rabbia che mi scorre nel sangue. Sì, sono arrabbiata con te che te ne sei andato lasciandoti dietro un bel casino. Sono arrabbiata con i medici che non hanno saputo salvarti. Ancora con te che non hai lottato abbastanza -cavolo- potevi impegnarti di più! Sono arrabbiata con quel Dio in cui mi hanno inculcato di credere e che pare non ci sia mai quando serve. Di nuovo con te perchè...perchè non ci sei.
Ho pianto per la mia solitudine. Quella in cui ho voluto mettermici da sola. E quella in cui mi hanno messa mio malgrado.
Ho pianto sui cocci di quello che resta della nostra compagnia sventrata. Nemmeno un "ciao, come stai?" ogni tanto, nemmeno un sentirci per sms.
Ho pianto perchè so che ti saresti arrabbiato con me. Che mi avresti rimproverato col tuo tono calmo. Che mi avresti fatto vedere quei punti di vista che ancora mi mancano. So che non avresti approvato molti miei comportamenti. Non solo quelli da cattiva, è ovvio. Anche quelli in cui mi sono fatta trattare da scarpa vecchia. Tu vedevi a 360° e non ti saresti fatto fregare dalle apparenze.
Ho pianto perchè mi sono sentita in colpa. Perchè mi sono accorta all’improvviso e tardi che manca una settimana. E il conto alla rovescia l’ho cominciato lo stesso. Ma con il rimorso di averti in un certo senso dimenticato, messo da parte.
E io non voglio dimenticarti, assolutamente.
E odio Pasqua. E odio ricordare che due anni fa tua mamma aveva pronti i regali incartati per il tuo rientro dall’ospedale e la promessa di una grigliata tutti assieme. Tu però a casa non ci sei mai tornato. Tu però i regali e l’uovo non gli hai mai scartati. Tu però non hai mai letto i messaggi che ti ho scritto in quei giorni.
Questo dolore urla troppo forte e mi squassa le orecchie. E non ho mani per difendermi.
...sempre senza disturbare
che non si sa mai... [Ligabue Luciano]
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