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Vitto, 5 anni
spritzina di Paperopoli, ma periferia.
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Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI,

VENTI SIGARETTE A NASSIRYA

HO VISTO

ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club.
e scusate se è poco.

STO ASCOLTANDO

PIXIES, DE ANDRE’

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

La felpa del Torelli Sudati Rugby Club

ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

OGGI IL MIO UMORE E'...

non so dove sia.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


1) leccare il Poli !!!



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Saturday, April 23, 2011 - ore 12:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")


“Fra un secolo si immaginerà che in questa nostra Assemblea, mentre si discuteva sulla nuova costituzione repubblicana, seduti su questi scranni non siamo stati noi, uomini effimeri, di cui i nomi saranno cancellati e dimenticati, ma sia stato un popolo di morti, di quei morti che noi conosciamo ad uno ad uno, caduti nelle nostre file... nelle prigioni e sui patiboli, sui monti e nelle pianure, nelle steppe russe e nelle sabbie africane, nei mari e nei deserti, da Matteotti a Rosselli, da Amendola a Gramsci, fino ai giovanetti partigiani.
Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile: quella di morire, di testimoniare con la fede e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole: quello di tradurre in leggi chiare, stabili ed oneste il loro sogno di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli”.

Piero Calamandrei, da un discorso all’Assemblea Costituente nel 1947

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