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Vitto, 5 anni
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E chiamarmi Yanez.

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Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Saturday, April 30, 2011 - ore 02:22


progredire.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nella vita, a volte, s’era trovato di fronte ad ostacoli difficili da superare: la ricerca del lavoro a 13 anni, la morte della madre a 16, la morte del padre a 18, e i quattro fratelli più piccoli a cui badare, negli anni a seguire.
Ogni volta, G. aveva chinato la testa, messo su uno sguardo più duo, aggrottato la fronte, e aveva fatto quel che c’era da fare.
Aveva lavorato, aveva scavato la fossa, ne aveva scavata un’altra,aveva mandato i fratelli a serventa da altre famiglie più ricche, giù, in pianura.
Per anni era rimasto solo, a lavorare all’officina di Elio, tutto il giorno a fresare, ribattere, bucare, stampare lamiere. La sera a casa seguiva l’orto, falciava il prato in stagione, e curava le bestie, galline tisiche e una vacca dalle ossa pericolosamente sporgenti.

Nel ripetersi dei gesti quotidiani, non v’era alcun luogo per riflessioni sula trascendenza, sul significato delle proprie azioni, sulla libertà di scelta, sulla possibilità o meno dell’esistenza di Dio.
La sua realtà era data. Iniziava al ponte piccolo, in fondo al paese, dirimpetto al locale dell’officina, e finiva sotto le coperte ruvide, le stesse che una volta usavano i suoi genitori.
Non che credesse fossero domande o dubbi inutili, quelle sulla fine della vita, su inferno o paradiso, su dio o non dio, sulla libertà o sulla servitù.
Semplicemente, non ci pensava. Non poteva pensarci. Nessuno glielo aveva insegnato. Nessuno gli dimostrava, nelle cose di tutti i giorni, che esisteva, forse, un’alternativa.
Come fosse nato cieco, non sapeva di poter scegliere. Non sapeva di poter porre domande, anche a se stesso.
Era convinto d’essere una brava persona, rispettosa e diligente, ma nella realtà delle cose, che a noi lettori esterni è data a vedere, era semplicemente servo.

I più gretti di noi lo consideravano, e tuttora lo considererebbero, se fosse ancora vivo, uno stupido, un ignorantone, un ingenuo, un idiota.
I più ipocriti, versavano lacrime per il suo destino.
I più studiati, cercavano una soluzione ai suoi problemi (che lui non sapeva di avere...)
La più forte di noi, lo amava. E lo sposò senza por tempo in mezzo. Facendoci vergognare tutti, facendone un uomo migliore, facendosi una donna migliore.

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