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Wednesday, June 08, 2011 - ore 18:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ho fatto un ecg lunedì.
Credevo che lo strumento impazzisse.
Credevo la dottoressa si preoccupasse.
Credevo si sarebbe accorta che qualcosa non andava.
Invece tutto nella norma. Il cuore batte bene. Il ritmo è normale.
Anche se è rotto. Anche se i frammenti sono schegge taglienti.

Mi sono rifugiata in una bolla di sapone.
Non potevo scegliere posto più patetico e instabile. Ma anche questo è tipico di me. Del piacere perverso che provo a passare con la lingua sul filo dei rasoi.
Da qui ovviamente arriva tutto ovattato: rumori, suoni, sfumature, immagini, sensazioni.
Da qui ovviamente sono ovattata anche io. Gesti lenti, parole biascicate, pensieri spenti, poca energia, molto sonno arretrato.
Però ogni tanto ci esco spontaneamente dalla bolla. Per fare il pieno di emozioni, per colorarmi un pò gli occhi di vita, per annusare un pò com’è il mondo fuori.

L’altra sera ho fatto l’amore con Stefano.
Stefano Benni, lo scrittore intendo.
L’ho lasciato entrarmi dentro. Fino in fondo.
Ho lasciato che le sue parole mi riempissero. Ho lasciato che non andasse sprecata nemmeno una goccia di quanto mi poteva dare.
Ho pianto. Ho riso. Ho sofferto.
Il finale del libro mi ha incupita.
Non è andata a finire come pensavo.
Non è andata a finire come speravo.
Non è andata a finire come volevo.
Non si dovrebbe mai regalare un libro senza prima averlo letto.
Perchè io con quel libro ci sono andata a letto con calma. Non ho cercato il culmine in fretta. L’ho assaporato riga per riga lentamente.
E ho parafrasato con dignità e rispetto.

E per me ogni giorno è prezioso.
E ho i racconti.
E so riparare le cose, voi no.
E anche se il vento mi soffia contro, ho sempre mangiato pane e tempesta, e passerò anche questa.

[Parafrasando Stefano Benni]

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