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Valeva allora e vale ancora oggi... Ogni giorno, ogni istante...
Vorrei essere dove non posso essere, in quel posto dopo splende il sole anche quando ci sono le nuvole, in quel posto dove so che sto bene...

Ora più che mai voglio ricominciare a sognare... Come sto piano piano ricominciando a fare!

"Oggi riconosco il suono, della voce di chi sono..."

STO STUDIANDO...

Pianificazione e politiche per la città, il territorio e l’ambiente

OGGI IL MIO UMORE E'...

Un giorno senza sorriso è un giorno perso!
Sorridiamo sempre, serchiamo di farlo ogni giorno!
Si fa quel che si può per essere sempre migliori, ogni giorno di più...
Ci poniamo degli obiettivi e cerchiamo di raggiungerli...

Pretendi sempre tanto da te stesso!!
Non smettere mai di inseguire i tuoi sogni!

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Tuesday, June 28, 2011 - ore 17:22


Un sopralluogo inaspettato...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli studenti aspettano il professore seduti sulla gradinata della facciata principale dell’ex seminario. Il luogo, per il quale in queste tre settimane di workshop, gli studenti penseranno a nuove possibili soluzioni architettoniche, appare subito abbandonato e in disuso.

All’arrivo del docente e dei suoi collaboratori, ci addentriamo subito nel vivo del sopralluogo, che si rivela un’escursione nel verde che copre la maggior parte dell’area non costruita. Il complesso è totalmente circondato da piante infestanti, ed è in questo verde incolto che ci avventuriamo per raggiungere tutti, o quasi, gli edifici del luogo interessato dall’intervento proposto dai docenti. E così, tra l’afa mattutina, le piante, le zanzare, le cavallette e le pelli di serpente, tutti gli studenti seguono il prof. Bugatti che s’inoltra impavido nell’erba alta. Il nostro è una specie di piccolo viaggio nel verde, che ci permette di esplorare la struttura, prima dall’esterno, poi dall’interno. Il cemento che la circonda, è cosparso di frammenti di vetro, una volta appartenenti alle finestre. Il rumore dei nostri passi sui pezzi di vetro ci segue all’interno dell’edificio. Percorriamo le aule, ormai vuote e disabitate, accompagnati per tutto il tragitto sempre da questo suono. La nostra attenzione è a tratti colpita da qualche vecchio disegno ancora appeso alle pareti, ormai sbiadito dal tempo, o un piatto di carta colorato buttato per terra, quasi sommerso dalle cartacce, o i lavandini dei bagni ormai distrutti.

Quando ci fermiamo dentro un’aula più ampia, ci assale subito una forte puzza di bruciato, e tutti, subito incuriositi, andiamo a vedere le stanze interessate dall’incendio. Qui i professori decidono di fermarsi a parlare ai loro ragazzi, circondati dall’odore acre. Vengono proposte alcune idee di progetto, idee di recupero e mantenimento, o di un’ipotetica demolizione, parziale o totale, i professori interagiscono con gli studenti, i quali propongono subito alcune riflessioni. Il prof. Bugatti sottolinea più volte quanto detto a lezione il giorno prima: “Dobbiamo uscire di qui che ne sappiamo più di quanto ne sapevamo ieri”. Queste parole hanno l’intento di spronare gli studenti ad individuare gli elementi principali che connotano l’area, a ricercare gli elementi di acqua, terra e vegetazione che accompagnano le parti costruite. Col sole ormai alto, proseguiamo nel nostro “viaggio”. Ogni passo che facciamo in mezzo alle piante di more e l’erba incolta ci porta a vedere i numerosi edifici appartenenti al vecchio seminario e qualche abitazione limitrofa.

Circondiamo tutta l’area, ci camminiamo intorno, ne percorriamo tutti i confini, passando attraverso fossi e campi di soia. Il giro completo impiega circa un’ora e mezza, alla fine della quale, ci ritroviamo di nuovo su quelle gradinate da cui eravamo partiti. Uno dei collaboratori porta con sé delle vecchie cartoline impolverate trovate all’interno dell’edificio, testimonianza dell’inizio della sua vita. Sarà da quelle immagini che comincerà il loro lungo lavoro di progettazione.

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