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.. senza dimenticare Grace Papaia.


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Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Tuesday, August 02, 2011 - ore 08:45


Vacanzismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo guardavo camminare, lentissimo, davanti a me con lo sguardo fisso nel nulla. Solitario e ramingo, l’uomo cinese vendeva aquiloni sulla spiaggia. Ne aveva uno a forma di orca.
Erano legati l’uno all’altro da un filo trasparente in una colonna di animali leggeri come di carta velina, sbiaditi dal sole, sgualciti dal troppo lungo passaggio notturno in una borsa che li custodiva prima della speranzosa esposizione. L’uomo li trascinava come cuccioli volanti, come un dog sitter del cielo. Uno era forma di orca, e mi ha inquietata, mi ha messa a disagio. Anche gli altri erano pesci, e il loro ambiente naturale non era certo l’aria, ma stavano lì sopra come se ci fossero stati da sempre. C’era un pipistrello inoffensivo, c’erano una tigre e una specie di ramarro, e nemmeno loro volano nella vita vera. Ma mi disturbava l’orca. Il filo era annodato sotto le branchie, la testa era arrotondata e corta, mentre il corpo si allungava con un’infinita coda nera e bianca.
Le altre forme erano tutte omogenee, equilibrate, proporzionate e simmetriche. Lo spago le tagliava in due metà esatte, per dimensioni e per colore. Invece quell’orca sgraziata e pesante mi angustiava.
La guardavo arrancare sempre più stanca, vinta dall’inevitabile confronto con i più piccoli e umili pesciolini.

L’uomo cinese che vendeva aquiloni tutti i pomeriggi passava davanti al mio telo mare mentre io, distesa sulla spiaggia, speravo che il sole reggesse contro ogni previsione. Alla fine, la settimana che doveva essere di pioggia eterna si è rivelata vincitrice sui presagi.
Inoltre il rilassamento fisico e mentale, come uno di quegli shok elettrici che si provano in Ghostbusters, ha acuito le mie riflessioni. E mi è venuta voglia di scrivere questa cosa dell’orca. Dovrei prendermi ferie più spesso di una volta all’anno. Prometto che non passerò altri 10 mesi senza fare tre giorni consecutivi di relax.

Ho letto libri decisamente interessanti. Il primo (e non poteva non essere tale) è Il palio delle Contrade Morte di Fruttero e Lucentini. Poi è toccato alla Vargas, L’uomo dei cerchi azzurri: divorato senza prendere nemmeno fiato, avevo lasciato le ultime 30 pagine per il giorno seguente in spiaggia e mi sono trovata la sera a leggerle a mezzanotte perché non ce la facevo ad aspettare il giorno dopo. Poi fu la volta di Carlotto, Arrivederci amore ciao. Voto un po’ più basso degli altri due, non amo i libri troppo duri e crudi. Poi ho cominciato Q. Aspettiamo, ma non sono molto convinta per il momento.

In vacanza ho fatto sogni lavorativi. Senatori, onorevoli, consiglieri comunali, conferenza dei sindaci dell’Usl, ex sindaci, segretari di sindacato. Tornata a casa ho cominciato a fare incubi. Coccodrilli, pozzi, paura. Non so cosa sia meglio.

Nel frattempo ho ricominciato a drogarmi di latte condensato. Me lo spremo direttamente in bocca come fossi in crisi d’astinenza. Lasciata a casa quella deleteria dolciumeria che è Philadelphia Milka (statene lontani, finché potete), le vacanze mi hanno rigettata nel tunnel Nestlè.

Ecco quindi alcune fotine della vacanza, come da tradizione.

Il primo giorno, al mattino, il cielo era così...



Poi dal pomeriggio è diventato così



E adesso largo alle foto


Io lungo la strada per la spiaggia


Silvia e Bernie Lomax


Foto da non fare mai a una donna, dal basso e mentre è spettinata. Appunto.


Letture impegnate


Letture meno impegnate


Fra gli aquiloni si scorge l’orca nera


Davanti alla casa dei miei sogni a Eraclea


Marco fa lo sciocco in spiaggia


Silvia e la sua ombra



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