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![]() ANAMAYA, 29 anni spritzina di CHE FACCIO? Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO La cacciatrice di ossa - Kathy Reichs Il gioco dell’angelo - Carlos Luis Zafon Seta - A. Baricco Oceano mare - A. Baricco Appunti di un venditore di donne - Giorgio Faletti Io ti troverò - Shane Stevens Esco a fare due passi - Fabio Volo Il simbolo perduto - Dan Brown La lista - Michael Connelly La solitudine dei numeri primi HO VISTO From Paris with love Real steel I Puffi Sherlock Holmes - Gioco di Ombre Breaking Dawn Canone inverso Amore e altri rimedi L’alba del pianeta delle scimmie The blind side Lanterna Verde Captain America Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare Thor Il discorso del re Rango Il rito Meno male che ci sei Il cigno nero STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) il tempo sprecato ... l'invincibile senso di inconcludenza MERAVIGLIE 1) Renderti conto che nonostante tutti i tuoi difetti ci sono persone speciali che non ti piantano mai in asso |
Wednesday, August 03, 2011 - ore 22:57 Il giorno in più - Fabio Volo Era una di quelle persone che probabilmente tutti, prima o poi, incontriamo almeno una volta nella vita. Quelle persone che per un motivo inspiegabile e misterioso ti agganciano e non riesci a lasciare finché non ti distruggono e non ti fanno in mille pezzi. Anche a persone intelligenti può capitare. Anzi, il fatto che lei cercasse di dare un senso al modo in cui lui si comportava l’aveva completamente mandata fuori di testa. Come un rebus di cui non trovi la soluzione. “Non ho capito perché mi ha detto così! Perché ha fatto questo! Cosa voleva dire? Dove ho sbagliato?” Quelle persone a cui diamo un’importanza enorme: pendiamo dalle loro labbra, dal loro giudizio. Basta una parola negativa e tutti i complimenti che ci hanno fatto fino a quel momento non hanno più valore. Hanno il potere di annientarti con una sola parola. Si entra in competizione con noi stessi per avere un loro parere positivo. Sono relazioni che non riesci a gestire; razionalmente capisci che ti fanno male, ma non puoi liberartene perché nascono in te le stesse dinamiche mentali di un tossicodipendente. Tutto diventa ingestibile. Perfino una cosa semplice come mandare dei messaggi al telefono diventa oggetto di dubbi universali: “L’ultimo messaggio è il mio, che faccio: ne mando un altro perché non mi ha risposto, aspetto, chiamo con l’anonimo? Faccio l’offesa, o è meglio la versione spiritosa e simpatica? Inizio a offenderlo, dicendo che almeno per educazione dovrebbe rispondermi? Il problema fondamentale tra loro era che amavano entrambe la stessa persona: lui. LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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