STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Sunday, August 21, 2011 - ore 20:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l’affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
Credo che un’INTER come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio.
Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò c**i come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che c’ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un ca**o della vita degli altri.
Credo che per credere, certi momenti, ti serva molta energia. [Dal film Radiofreccia]Devo ammettere che non ho molte energie. In questi mesi ho esaurito le ultime riserve per tirare avanti alla meno peggio. Pero’ anche io credo in qualcosa. Credo in qualcosa lo stesso.
Credo nel sesso. Anche in quello che non ho fatto. Perchè in fondo credo proprio parta tutto da lì.
Credo negli orgasmi in cui si muore e si rinasce. E credo che da soli non sia esattemente la stessa cosa.
Credo al mio libretto universitario. E credo all’unico esame che mi manca, quello che forse non mi fa laureare in tempo. Credo poi a tutti gli esami che ho passato al primo colpo. E credo alla bocciatura, all’insuccesso più vergognoso in cui mi sia imbattuta lungo la carriera scolastica. Credo che se avessi studiato di più l’avrei passato. Ma credo anche che se il professore fosse meno st****o avrebbe fatto un appello per laureandi a inizio settembre invece di metterlo esattamente un giorno dopo il termine ultimo per la consegna dei documenti per la laurea.
Credo che sia sabato sera solamente quando lo vuoi. E credo di non aver mai passato sabati sera intensi come quelli di quest’estate.
Credo allo sguardo di mia madre che cerca di capire come sto. Credo alla preoccupazione con cui osserva muta i miei vestiti sempre più scollati e le mie scarpe sempre più numerose. Credo alle sue domande azzeccate, ma che non ricevono risposte. Credo alla macchina che mi presta e al suo far finta di non vedere che la benzina scende sempre troppo rispetto ai km che dico di fare.
Credo sia del tutto giustificabile e comprensibile che la positività delle mie giornate dipenda dalla verità sacrosanta che compare sul display della bilancia. E credo che il desiderio di vedere sporgere le ossa iliache continuerà a turbare i miei pranzi ancora a lungo.
Credo all’amore. Che continua a farmi schifo, eppure ci credo ancora. A mio modo e col mio passo.
Credo in fin dei conti di meritarmi di più. Credo che essere corteggiata un po’ non mi farebbe male. E credo di essere stufa di continuare a ripeterlo.
Credo a quanto mi manca la vita a Padova. Credo ai miei compagni di corso, ai loro sms, alle loro mail, ai video che mi mandano (sì, Lupo, mi riferisco ai tuoi video!), alle sganasciate che mi sanno strappare anche a distanza. Credo ai bigliettini che trovo tra libri e quaderni in cui si parla di bombare e di fette. Credo che certe persone siano straordinarie a priori. E credo proprio che loro rientrino fra queste.
Credo al fatto che manca un mese all’esame e che per la prima volta so distinguere chiaramente il talamo, dall’ipotalamo e dall’ippocampo.
Credo che certi incontri ti sconvolgano la vita. E credo che certe volte non puoi fare altro che lasciarti sconvolgere e travolgere.
Credo che qualche mese fa ero così felice da sapere che sarebbe finito tutto. E ora che la contropartita è arrivata, posso ben dire di essermela goduta fin che ho potuto. Nessun rimpianto. Solo qualche rimorso.
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