STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Monday, August 22, 2011 - ore 21:49
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Avranno fatto l’amore?
Quando mi sono svegliato, la mattina era già diventata pomeriggio e io ero ancora emozionato, ma soprattutto curioso. Volevo sapere tutto di lei. Volevo guardarla mangiare di fronte a me per vedere come faceva. Volevo sapere che faccia aveva appena sveglia. Scoprire come spingeva il carrello al supermercato, se era di quelle che lo lasciano da qualche parte e poi lo riempiono o di quelle che se lo portano sempre appresso. Ero curioso di capire come sceglieva una torta in pasticceria e se, dopo avere mescolato il caffè, batteva il cucchiaino sul bordo, prima di appoggiarlo sul piattino. Volevo sapere come stava seduta in bagno mentre faceva la pipì, se era una di quelle che mentre la fanno tengono già il pezzo di carta in mano. Quanto mi piace quest’immagine. Dà proprio il senso dell’attesa. Gomiti appoggiati sulle gambe, sguardo perso nel vuoto, e quella certezza sul futuro in mano. Sono rimasto a letto un po’, dopo quel risveglio, per poterla immaginare da comodo. [Fabio Volo]
Lo detesto. Fabio Volo intendo. Però adoro questo brano.
Non sono campionessa di coerenza. Come di tante altre cose del resto.
Bah bah bah.
Bisogno bastardo di un po’ di rumore: silenzio assordante devastante.
Nemmeno sperare di riuscire a non pensare mi è concesso.
Di come sto seduta io in bagno non gliene è mai fregato niente a nessuno. E adesso mi sembra una cosa assolutamente fondamentale e prioritaria.
D’altronde sono una che si fissa sempre sulle cose importanti. Importantissime.
Una deficiente insomma. Niente più, niente meno.
Non mi lascio in pace. Non mi lascio stare. Non mi lascio respirare.
Sono una deficiente. So che l’ho già detto, ma repetita iuvant e stasera ho bisogno di ricordarmelo: sono una deficiente.
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