STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Wednesday, August 24, 2011 - ore 12:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
G. mi dice di non fare ca****e. Dice proprio così, non si nasconde dietro perifrasi o asterischi come faccio io.
G. dice che certe abitudini diventano velocemente vizi. E mi dice di piantarla finchè sono ancora in tempo. Che una diventa due, poi tre, poi quattro e non è più finita.
G. che mi guarda con aria di rimprovero, mentre tengo la testa bassa, ma sotto sotto sorrido che mi piacciono le sue premure. G. che alla fine scuote la testa e dice ridendo che son più testarda di un mulo.
G. che mi viene a recuperare quando mi perdo senza fare domande e senza pretendere niente in cambio.
G. che mi intima di lasciare a casa il pacchetto che sa che poi ci bevo sopra e sto male.
G. che mi lascia gridare agli sconosciuti incrociati fuori dal finestrino e ride delle mie idiozie.
G. che piano piano si è guadagnata la fiducia che pensavo non avrei più riposto in un’amica. G. a cui ho detto "ti voglio bene" col cuore che tremava.
G. che ha sempre la parola giusta. G. che continua a ripetermi di non fare ca****e che mi conosce e sa che non son tanto brava con le conseguenze delle cose.
E penso a tutte le eccezioni. E penso che se uno mette giù delle regole, significa che c’è il fondato pericolo che quelle regole vengano infrante. E se questo accade c’è la multa, la penale, il carcere, forse l’esilio.
E penso che gli equilibri son sempre fragili. Sono io che mi ostino a vederli sicuri e stabili. E forse nulla è sicuro e stabile. Almeno non nel modo che intendo io.
Voglio una vita che si sviluppi come un film di Jean-Pierre Jeunet. Una volta uno ha detto che assomiglio ad Amelie -uno dei complimenti migliori che abbia mai ricevuto in effetti-. Peccato si sbagliasse: io non rido quando faccio l’amore e non mi appassiono alle macchinette sputa fototessere delle stazioni. Però faccio pensieri contorti. Questo sì. Su questo nessun dubbio.
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