STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
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Monday, September 05, 2011 - ore 12:00
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non aspettavo che questo. La fine dell’estate.
Non resta che attendere che cadano le foglie.
Per camminare con i passi che scricchiolano.
Per farsi riscaldare da un caffè in un bar.
Per farsi rincuorare da un’atmosfera che non tarderà ad arrivare.
Anche se in un paesino dimenticato da Dio c’è una casa con le lucine perennemente accese. E forse lì è Natale tutto l’anno. E’ quasi bello e confortante pensare che lì sia Natale tutto l’anno, che lì si viva un Natale illimitato.
Lucine, lustrini, fiocchi e pacchettini.
Che almeno qualcuno non se la passa male male. Che almeno qualcuno c’ha ogni giorno qualcosa di nuovo in cui sperare.
Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c’è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.
[José Saramago] Ho i miei viaggi da ricominciare.
E posti che non ho mai visto con la pioggia o con la neve. Luoghi in cui non mi sono mai aggirata in autunno, in inverno o in primavera.
Paesi che una volta visti, vorrò rivedere. Stazioni in cui una volta passata, dovrò ritornare.
Bisogna rivedere, ritornare. Bisogna rivivire, rivisitare. Bisogna respirare, riannusare ancora. Bisogna continuare.
Ecco, sì, bisogna continuare.
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