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Saturday, September 17, 2011 - ore 18:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Di uscire e andare in piazza non mi va per niente
ma ci devo andare o qui divento demente
come devo fare, non posso mica rimanere
senza sigarette, senza avere da fumare... MAI!!
avere da fumare mai
senza avere da fumare... MAI!!
Appena fuori casa, lo sai chi ti vedo?
La Signora Gazzettino che mi punta da dietro
troppo tardi amico, sei stato colpito
indicato, giudicato sotto i colpi di quel dito... ORMAI!!
i colpi di quel dito ormai
sotto i colpi di quel dito... ORMAI!!
Senti figliolo mi fa. Penso che per la tua età...
sei messo male... non sei mica un bambino...
tutte quelle collane... quell’orecchino...
sarai mica finocchio? sarai mica drogato?
io ti conosco da quando sei nato...MAH?! (chissà dove si finirà?);

Io le sorrido e la lascio passare
e penso a suo nipote che si fa le pere...
e vado via... e vado via!

[Negrita]

Si pensava un po’ al paisello. Dove è impossibile fare un passo senza venir notati.
Al paisello i pettegolezzi si sprecano. Tutti sanno già, ma fingono di non sapere. E godono di un piacere sottile e meschino nel fare la domanda giusta sapendo ben quanto sia pure la più inappropriata.
Al paisello tutti hanno almeno un santino in macchina. Per partito preso. C’è anche chi ostenta il Tao di San Francesco per il gusto di spiegare ai neofiti di cosa si tratti.
E a Pasqua tutti baciano il Crocifisso. E la domenica tutti partecipano all’Eucarestia. Ad orari ben precisi e divisi per fascia d’età: vietato nel modo più assoluto sgarrare. I banchi in Chiesa vengono occupati con millimetrica e sistematica precisione: forse c’è un sistema di noleggio di cui non sono a conoscenza.
Però già sul sagrato inizia l’ipocrisia del parlarsi alle spalle col sorriso sulle labbra. Però già sul sagrato le persone di colore non sono altro che sporchi negri, gli albanesi e i romeni sporchi ladri, i magrebini stupratori. Lega e Messa van a braccetto al paisello.
Cristo in croce sembrava alquanto avvilito
dai vizietti di provincia
Primo fra tutti il ricorso sfrenato
al pettegolezzo imburrato infornato e mangiato
quale prelibatezza e meschina delizia per palati volgari
larghe bocche d’amianto fetide come acque stagnanti
Cristo in croce sembrava
più infastidito dalle infamie che dai chiodi

[Carmen Consoli]

E una sigaretta accesa equivale a dire che fumi, che c’hai il vizio, che andrai all’inferno perchè ti stai rovinando i polmini che Dio ti ha donato con tanto Amore.
La retorica e le prediche rimangono sempre le stesse. Tutti hanno i consigli giusti. Tutti ne sanno più di te. Tutti ne hanno più esperienza. Tutti che dicono "ascolta me, vedrai che non sbaglio".
E i c***i tuoi che son sempre i più interessanti. "Ma come?", "Ma perchè?", "Ma dai?", "Ma raccontami".
Il paisello è il contenitore perfetto di giovani figli di papà, boriosi e pieni di soldi, che giocano a fare gli alternativi vestendosi da straccioni di lusso, fumando qualche cannetta saltuaria e disegnando di nascosto svastiche o falci e martell nei cavalcavia o a seconda dell’ispirazione del momento.
So ben che non ha senso starsi a lamentare di questo genere di cose.
Ma sono stanca e nervosa. E sento il bisogno di vomitare tutta la mia insofferenza verso qualcosa o qualcuno. E la piccola città testarda pare non se la prenda poi troppo.



[In allegato una foto di come sarà Stellarosa fra 5-6 anni]

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