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il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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domenica 18 settembre 2011 - ore 23:48


Viale quindici luglio.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli occhi grandi, bianchi e neri, dentro a pomeriggi a casa di Buster Keaton. Piove e dio sa quanto l’ho chiamato questo pianto che sa di asfalto e di serrande abbassate.
Come ci si finisce nel letto sbagliato? mi chiedi.
Mastico una mela e accarezzo quello che sarà il mio cane ancora per poco.
Quando si prende in affitto una stanza ci si aspetta sempre qualcosa. Un ospite atteso, una festa in giardino con gli alberi luccicanti delle luminarie di natale, un frigo sempre pieno di vodka. musica a tutto volume.
Io sapevo che non ti avrei dovuto aspettare. nè te. nè simone che quella sera continuava a dire di essere bloccato a belluno. nè ale che quella notte diceva che sarebbe scappato da bergamo in tempo. nè adam.
Quando ho preso in affitto questa stanza io sapevo che ci sarebbe stato solo un pianoforte al centro che mi avrebbe dato la schiena ogni mattina al mio risveglio.
Questa stanza sapevo sarebbe stata il letto a due piazze della mia solitudine e delle mie mani nervose.
I balconi sono rimasti sempre aperti. Di giorno e di notte. Le persone hanno imparato a riconoscere a che ora la musica iniziava. A che ora si sarebbe fermata. Le persone, i vicini, gli avventori del bar sotto casa, i passanti, il postino hanno imparato ad amarla quella musica.
Quando ho preso in affitto questa stanza sapevo che sarebbe stato il posto giusto per il mio letargo.
Ma è adesso che comincio a fare le valigie che mi chiedo se tu la musica l’abbia mai sentita.
Se sei mai passato sotto a queste finestre pensando.
ecco una musica che forse era per noi.



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