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Siddharta.La ragazza delle arance. Noi. Un giorno. Walden ovvero la vita nei boschi. L’ultima riga delle favole. Il diario del Vampiro. L’eleganza del riccio. L’isola dei segreti. Non lasciarmi. Un posto nel mondo. E’ una vita che ti aspetto. La schiuma del capuccino. Il linguaggio segreto del corpo. Il meglio di un uomo.
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American Beauty. Il favoloso mondo di Ameliè. Labyrinth. The Dreamers. Romeo e Giulietta. L’altra metà dell’amore. Microcosmos. Lolita. Full Metal Jacket. Pulp Fiction. Appuntamento a Wicker Park. Arancia Meccanica. La meglio gioventù. Mr Nodoby. Into the Wild. SLC Punk. Blood&Chocolate. La regina dei dannati. A good year. I ragazzi stanno bene. Orgoglio e pregiudizio.
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Sunday, September 25, 2011 - ore 02:10
Le domande di Brian
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Salve a tutti, Padovani e non!
Oggi , o meglio stanotte (sono le 1.52 , ormai è domenica..) sono qui per parlarvi dell’ultimo libro che ho letto.
Il suo nome è "Starter for ten" che è stato ovviamente tradotto ed in modo diverso in italiano con "
Le domande di Brian ".
A me non dispiace come titolo in fondo. L’autore è
David Nicholls che ha scritto anche il bellissimo e famoso "One Day".
Ne hanno tratto anche un film nel 2006 che hanno intitolato in modo very patetic a mio parere, "Il quiz dell’amore" (titolo ORRENDO e fuori argomento).
Questo libro è un romanzo scritto in prima persona, e racconta appunto di Brian, un diciannovenne che parte per il College e che possiede (oltre ad un’esageratissima acne e un aspetto non proprio attraente) una singolare caratteristica che lo contraddistingue dalla maggior parte dei suoi coetanei:
Sa tutto. O quasi.
Sa tutto intellettualmente parlando.
Sin da piccolo Brian si convince che attraverso la conoscenza potrà ottenere qualunque cosa nella vita e ne fa il suo scopo.
Arrivato al college decide di partecipare al quiz televisivo "University Challenge", tappa sognatissima da Brian, ma le cose iniziano a precipitare prima lentamente, poi sempre più drasticamente dopo il suo incontro con la facoltosa, bellissima, impossibile Alice ed il conseguente innamoramento di Brian per lei.
Questo libro mi è stato consigliato da una fanatica lettrice compulsiva che pubblica video su youtube (bluebeam310) .
Nonostante possa sembrare abbastanza visto (e lo è in effetti) lo stereotipo del brutto sfigato secchione (Brian non è secchione, è enormemente acculturato) che si innamora della bella dell’istituto, Le domande di Brian, secondo me non racconta semplicemente questa storia, ma Nicholls ti trascina dentro il personaggio così bene , che una volta stretto amicizia con Brian non riesci più a lasciarlo andare. Vuoi continuare a leggere, vedere quale sarà la sua prossima figura di merda o sperare, accertarti che non commetta un’altra estenuante gaffe.
Ho cercato molto di capire Brian Jackson, il protagonista.
Innanzitutto ripeto, non è un classico secchione nerd. Brian ha rapporti sociali, amici, sinnamora e prova continuamente a conquistare la sua Dea. Ma nulla sembra bastare.
Quello che mi sembra di più di captare da questo romanzo è quanto la sua cultura spropositata in realtà sia una nullità o quasi di fronte all’approccio con il prossimo. Nulla di ciò che sa, neanche i poeti a cui tanto sispira o la letteratura , possono salvarlo da sè stesso e dagli errori UMANI che continua a commettere: Brian puntualmente dice sempre la cosa sbagliata, nel modo sbagliato e nulla di ciò che sa può salvarlo dalla vergogna e senso di inadeguatezza che sembra perseguitarlo e abbracciarlo in tutto il corso della sua vita.
"Le Domande di Brian" sembra toccare in modo solo apparentemente leggero (è quasi sfiancante fare compagnia al protagonista, ma non puoi lasciarlo solo!) il ’senso della vergogna’ che accompagna l’essere umano , come disse la ragazza che consigliò il libro. Probabilmente per Brian più esasperata che per altri ma comunque rappresenta bene la sensazione di inadeguatezza che tutti nella vita, chi più chi meno, proviamo di fronte al prossimo o nelle situazioni in cui siamo in preda alle emozioni, o stiamo lottando per qualcosa. Come l’amore, anche. Perchè no?
Consolatorio, comico, tragicomico, e soprattutto autoironico.
Ve lo consiglio.
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