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Thursday, October 13, 2011 - ore 15:23


persone che scompaiono sulle navi da crociera
(categoria: " Viaggi ")


il destino di Angelo Faliva è identico a quello di altre 165 persone scomparse dal 1995 sulle navi da crociera.
in pratica 11 persone all’anno!

IL MISTERO DELLO CHEF SCOMPARSO
Partiamo dalle ultime due tracce. Un nome scritto all’interno del cappello da chef. Capilla del Mar. E’ un hotel di Cartagena, Colombia. Combinazione: lo stesso albergo compare nell’ultima ricerca fatta al computer da Angelo Faliva. Era il 25 novembre 2009. Da quel giorno nessuno ha più visto Angelo, cremonese di 31 anni, primo cuoco sulla «Coral Princess», gigantesca nave da crociera, diretta proprio a Cartagena, la città dell’hotel. Che fine ha fatto Angelo? Lo hanno buttato in mare? E perché? Un mistero duro da scardinare nonostante la coraggiosa indagine della sorella Chiara, rimasta la sola a combattere contro muri di gomma e indifferenza.

Una storia segnata dall’incompetenza degli investigatori, l’insensibilità della compagnia di navigazione - la famosa Carnival - ed episodi inquietanti. Come la manipolazione del portatile di Angelo. Ripartiamo dall’ultimo flash. La nave da crociera lascia la Florida il 23 novembre e la sua meta finale, dopo diverse tappe, è Los Angeles. A bordo quasi 2 mila persone che vogliono godersi la vacanza. Tra loro molti ricordano Angelo, un ragazzo estroverso. E il «primo cuoco» italiano, la sera del 25 novembre, è al tavolo con alcuni di loro. Poi all’improvviso lascia la sala. Sono le 20.15. Passa diverso tempo e nessuno sembra accorgersi della sua assenza. Strano, perché Angelo è di turno fino alle 22. Solo un suo collega e compagno di cabina, l’italiano A.P., dopo circa 40 minuti avvisa il responsabile delle cucine, uno chef filippino con il quale Angelo ha litigato di brutto qualche giorno prima. Altra stranezza. Lo chef si guarda bene dal dare l’allarme. Che scatta solo la mattina dopo, attorno alle 9. Ma è tardi per fare ricerche in mare e poi la compagnia ha fretta di chiudere. Vengono fatte girare voci su un possibile suicidio, si parla di un salvagente sparito. Teoria respinta dalla famiglia. Testimonianze poco attendibili segnalano Angelo sul ponte della nave il 26.
Il gigante del mare riprende la sua rotta. Ora la palla passa alle Bermuda. Sì, perché la nave è americana ma è registrata sull’isola dove un poliziotto - con nessuna preparazione - dovrebbe indagare sul giallo avvenuto in alto mare. E infatti il fascicolo resta sulle scrivanie. La vera inchiesta la conduce Chiara, la sorella dello chef, che viaggia dall’Italia alla Colombia e da qui negli Usa. Quando riesce a tornare in possesso del computer del fratello fa eseguire una perizia. E spuntano le sorprese. Per diversi giorni, all’indomani della scomparsa di Angelo, qualcuno (poliziotti? membri dell’equipaggio?) è “entrato” nel portatile, ha cancellato email, scaricato file, stampato documenti. In particolare sono stati distrutti messaggi di posta inviate da un certo «Tony». Una violazione grave. In Chiara si rafforza il sospetto che suo fratello sia stato fatto sparire perché ha visto qualcosa di strano. E, infatti, sei mesi dopo la scomparsa riceve alcune telefonate anonime. Qualcuno in un inglese con accento dell’Est le dice che Angelo è stato assassinato. Tornano i sussurri su traffici di droga . Tutti però restano abbottonati. E anche il compagno di cabina di Angelo non ha molta voglia di collaborare con la famiglia. Gli hanno chiesto perché non ha avvisato i suoi superiori quando il cremonese non è rientrato di notte in cabina. Lui ha risposto: pensavo fosse andato in discoteca. Vestito da cuoco? E siamo di nuovo all’inizio. Al cappello da chef. E all’hotel «Capilla del Mar». Forse Angelo ha ricevuto una chiamata al cellulare da qualcuno che gli ha dato l’indicazione dell’albergo. Non avendo un pezzo di carta lo ha scritto all’interno del cappellone bianco. Ma al «Capilla del Mar» non è mai arrivato.


fonte: corriere.it


Lleyton

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