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Tuesday, November 15, 2011 - ore 21:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ritorno con Stefano (Benni, lo scrittore).
Le sue parole mi entrano dentro e arrivano fino in fondo. Scavano, spingono, tornano indietro... per poi bucarmi di nuovo.
Più forte, più intensamente.

Sono passato dalla stazione. Forse volevo partire. O sognare che arrivasse qualcuno.

Orari e treni. Stazioni. Vecchie e nuove.
E le stazioni sono non-luoghi.
Segnano momenti, stati di passaggio.
Fretta.
Esasperazione.
Ansia.
Unioni.
Allontanamenti.
Speranze.
Disillusioni.
Sollievi.
Nervosi.
Ma mai "casa".
Ed è giusto così. Non si può vivere sempre di corsa, sempre in prestito, sempre senza punti di riferimento.
C’è bisogno di un punto fermo. Di qualche certezza. Di qualche spalla su cui poter piangere. Di qualche abbraccio da concedere. E di qualche carezza da prendere.

In treno. Abbasso il libro sulle ginocchia, attenta a non perdere il segno. Mi asciugo una lacrima dispettosa. Pensando a quanto siano paradossali le linee di confine che separano qualcosa da qualcos’altro.
Il riso dal pianto. Il pianto dal riso.


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