
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
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1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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domenica 11 dicembre 2011 - ore 09:56
Sognismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho sognato il teatro, ho sognato che recitavo col vestito rosso di Helen Sinclair, ma dovevo morire. Poi resuscitavo, perché dovevo fare altri ruoli.
I dettagli mi tornano alla mente un po’ alla volta. Stamattina ricordavo solo il vestito rosso, poi qualche movimento in più. Adesso inizia a venire a galla un po’ tutto.
Nel posto in cui mettevamo in scena noi (una specie di scuola, un campus, un istituto di qualcosa) c’erano degli omicidi, e io e un mio amico attore che non vedo da un pezzo facevamo tipo le indagini. Se non sbaglio ci provava con me, ma poco, giusto il tempo di smettere, e lo faceva solo perché io in questo sogno ero davvero molto sexy. Avevo sempre addosso qualcosa di rosso, le righe di una gonna, il vestito, un fiore.
Eppure ero ancora più grassa di adesso, a volte mi infastidivo da sola, tutti i vestiti mi stavano stretti ma nel sogno andava bene, e questo non si spiega perché io mi vedo un mostro. Insomma.
Poi tornavo a recitare, c’era uno spettacolo da finire. Io ero con alcuni miei compagni di teatro e altri sconosciuti e altri di un’altra compagnia; e poi una signora che era stata una brava attrice di teatro tanti anni fa mi chiedeva se volevo entrare nella sua scuola di recitazione. Intanto fuori la gente moriva, gli omicidi continuavano, forse cercavano di uccidere anche me non ricordo, ma al di là di tutto io e Filippo si facevano le indagini.
Era un sogno un po’ confuso. Rimangono le parole
rosso, teatro, morte. Ovunque c’erano solo quelle.

Chissà cosa me l’ha scatenato.
Domani sera avremo i ruoli dell’opera che porteremo in teatro a maggio, "Il Flauto Magico", quello di Mozart, ma riadattato alla prosa. Abbiamo solo lavorato sul testo, e domani sera il regista ci dirà chi siamo, chi ha scelto per noi. E sono un po’ agitata.
Non era mai successo, di solito il copione ci arrivava insieme ai ruoli. Stavolta è tutto diverso: sento l’ansia che mi prende lo stomaco. Mi piacerà? Sarò soddisfatta di quello che mi farà fare?
Ormai conosco i personaggi, ho i miei preferiti, e quelli che mi piacciono meno. E se mi mettesse a fare uno di quelli? Ormai mi sono affezionata ad altri... Sarebbe una delusione.
Anche se potrebbe essere una bella sfida: rendere il personaggio più insignificante sulla carta quello più bello tolto il sipario. Sarebbe stimolante.
Ma all’inizio ci rimarrei davvero male.
Forse la sto facendo troppo drammatica, ma sono una mezza attrice, no?
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