
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Saturday, February 04, 2012 - ore 17:36
Mozartismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono delle priorità nella vita, c’è una lista, c’è il posto uno e il due e il tre. Poi ci sono l’otto, il venti, il trenta. A me basta sapere qual è l’uno, e stabilito questo tutto il resto passa in secondo piano.
Ho un lavoro, ho investito in questo lavoro, adesso rischia di scivolarmi dalle mani e sto facendo quanto mi è umanamente possibile per tenermelo stretto. Lo voglio, è il mio.
E tutto il resto passa in secondo piano.
Anche il teatro - ahimè, mia gioia, mia valvola di espressione, mia luce. L’avevo detto proprio pochi giorni fa, "meno male che ho il teatro".
Ma le cose, si sa, non vanno mai come vorresti. Altrimenti questo mondo sarebbe troppo facile.
Ho riflettuto, ho pensato, ho anche pianto un pochino. Ma ho deciso. Ho ponderato, poi parlato. Ho spiegato tutte le mie motivazioni. E Daniele ha capito.
Non sarò la Regina della Notte. Qualcosa doveva andare storto, e l’ha fatto. Non sarò Papagena, non sarò la Regina Astrifiammante, quest’anno il palcoscenico non mi avrà.
La data del debutto coincide con un appuntamento lavorativo fondamentale, a cui non posso rinunciare. E il teatro, per quanto mi sia d’aiuto in ogni momento della mia giornata - anche il solo pensiero a volte mi bastava - deve farsi da parte.
Ora il peggio sarà dirlo agli altri. Daniele, il regista, non l’ha presa benissimo ma il suo lavoro è anche risolvere questo tipo di problemi. E gliel’ho detto per tempo, mancano 3 mesi e c’è tutto il tempo per allevare una sostituta.
Poi le mie soddisfazioni me le sono prese. Ha detto che un’altra Papagena la trova, di sicuro. Ma non una Regina, serve "una di spessore". E ha detto che non ne ha, neanche nelle sue compagnie fisse. Questo mi ha fatto benissimo al cuore, benissimo all’autostima. E mi ha fatta sprofondare nella disperazione.
Solitamente Daniele è avaro di complimenti, ti dice solo se sbagli, non se vai bene. E quelle parole erano per me, un saluto. Bellissimo.
Ma gli altri. Cosa penseranno. Qualcuno ci rimarrà male, qualcuno no. So essere pesante, a volte, a teatro. Mi impunto, rompo le scatole, insisto per prove e prove bis. Ma lo faccio per passione e per stimolare anche loro, che non sempre lo capiscono.
Per alcuni di loro fare teatro è alla stregua del corso di salsa, o di fare uncinetto davanti alla tv. Che errore, cosa si perdono.
Ma loro saranno lì, quel giorno, e io no. Che mondo ingiusto.
Suvvia Silvia, smettila di lamentarti. Hai fatto la cosa giusta, l’ha detto anche il vicedirettore. "Hai fatto bene" mi ha detto.
Ho fatto una scelta di responsabilità, e sono contenta di me. Forse sono diventata grande.
Ma quanto mi mancherà. E quanto male farà.
E quel 7 maggio guardando il mio computer penserò a loro sul palco, dove avrei voluto essere io.
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