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sabato 28 agosto 2004 - ore 22:46
MAMBO ITALIANO
(categoria: " Cinema ")

"Non c'è destino peggiore che essere gay e italiano". Non poteva che iniziare così questo film canadese appena uscito in Italia (ma in altri Paesi è già disponibile in DVD), da molti paragonato a "Il mio grosso grasso matrimonio greco".
Stavolta sono presi di mira gli
immigrati italiani in Canada, le loro difficoltà di
inserimento ("Arrivando non sapevo che c'erano due Americhe: quella vera, l'America, e quella finta, il Canada!! E due Canada: quello vero, l'Ontario, e quello finto, il Québec!") e i loro
stereotipi, portati chiaramente all'eccesso: famiglie chiassose, genitori iperprotettivi ("Noi italiani usciamo di casa solo in due modi, sposati o morti!"), sensi di colpa, bigottismo e ipocrisia. Il tema è delicato, ma trattato in modo leggero e allo stesso tempo intelligente.
Angelo Barberini lavora in un'agenzia di viaggi, sogna di diventare un autore televisivo, ha una sorella nevrotica (che non va mai dallo stesso psichiatra...) ed è figlio di immigrati italiani. In seguito ad un furto nel suo appartamento, il ragazzo rivede il suo amico d'infanzia
Nino, ora rispettabile poliziotto, di origini siciliane. I due decidono di vivere insieme, ma tutto si complica quando Angelo esce allo scoperto - ovviamente i genitori (la strepitosa coppia
Paul Sorvino -
Ginette Reno) avrebbero voluto farlo accasare con una "brava ragazza italiana", e si scaricheranno le colpe tirando in ballo anche l'hockey "che l'avrebbe reso normale". Nino invece fatica ad accettarsi, e le sue pulsioni non sono strettamente omosessuali; tra pressioni al lavoro e a casa (dalla madre ingombrante), decide di interrompere la relazione e di sposarsi in chiesa con l'italiana Pina...

In seguito la famiglia di Angelo riuscirà a mutare il proprio punto di vista ed atteggiamento; sarà la madre, in primis, a fare marcia indietro in una bellissima scena in cui rievoca la sorella
Yolanda, cui Angelo era molto affezionato; morta molto giovane, ballava il mambo e sognava di fare l'attrice, e rappresentava un
punto di rottura con il mondo di Little Italy "ancora fermo alla tarantella", propenso invece a tarparle le ali. Angelo decide non solo di affrontare il mondo a testa alta, mantenendosi comunque distante dai locali e dagli stereotipi gay, ma di scrivere un programma televisivo (basato proprio sulla sua esperienza personale) che avrà un gran successo, dopo vari tentativi falliti. Nonostante il matrimonio e un figlio in arrivo, Nino non cesserà di fare nuove amicizie maschili...purché non si sappia in giro.
Commedia tutt'altro che frivola, si prende gioco di luoghi comuni purtroppo esistenti: la scena di Angelo che lascia casa propria mi ha fatto venire in mente lo spot della Polo X di qualche anno fa (ricordate? Figlio mio, nun me lassa'...); e ancora succede molto spesso che la famiglia italiana sia terribilmente
narrow-minded su questo difficile tema.
Anche leggere termini piuttosto pesanti (detti forse senza consapevolezza) in qualche blog di ragazzi e ragazze della nuova generazione, che non vivono certo a Little Italy ma magari sono laureandi o laureati nelle grandi città del Nord, è piuttosto allarmante. Un chiaro segno che l'ottusità, la mancanza di informazione e gli squallidi pregiudizi ancora permangono nel tanto strombazzato Terzo Millennio.
Ah...c'è un bel brano dei
Morcheeba dal disco "Big Calm".


P.S. Complimenti a
ZorroBobo, visitatore n.
1861
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