Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...
.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.
so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...
e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...
... oppure faccio porcherie come questa...
... o quest’altra...
Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, February 09, 2012 - ore 10:53
Ribaltismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dicevo, qualche tempo fa, che ci sono delle priorità, e che ho stabilito la prima. Il lavoro, intendevo. Ho scelto di mettere la mia professione davanti a tutto, alla passione, agli svaghi, a quello che mi fa stare bene - davanti al teatro.
Però pensavo, purtroppo - la faccio troppo spesso, questa cosa di pensare. Sì, è vero, pensavo fra me e me, ma cè qualcosa che non torna.
Mi ci hanno fatto riflettere bene laltro giorno. Sono una che divide la vita in cassettini, settorializzando. Cassetto passioni, cassetto lavoro, cassetto cose giuste, cassetto cose sbagliate. Devo razionalizzare anche ciò che non lo è, e riconosco questo come uno dei miei più atavici difetti. E così si argomentava, io e un amico. Se soffro così tanto, posso dire che sia stata la scelta migliore? Io l’avevo letta esattamente così, ovvero soffro così tanto proprio perché è la scelta migliore ed è un grande segno di maturità e di senso di responsabilità. Invece ribaltare la prospettiva farebbe sì che la scelta migliore fosse quella di non rinunciare al teatro. Sono un’attrice se non ho il coraggio di rischiare per il palcoscenico? E poi, ce la farò a riprendermi da tutto questo, a non gettare la spugna, a riprendere il prossimo anno a ottobre come se non fosse stato nulla?
Mentre il vicedirettore e un collega fidatissimo mi hanno detto che ho fatto bene a sacrificare il teatro per il lavoro, la vicecapa mi ha detto che avrei dovuto fare l’inverso. Adesso, io dico. Dovete proprio farmi venire i dubbi? Non ne ho già di mio?
Ogni nuova esperienza mi arricchisce di qualcosa. In questo periodo mi sento viva. Sogno e spero. Sono nervosa, è vero. Ma sto facendo la cosa giusta.